No Tav, in 26 in carcere: blitz degli attivisti sul palazzo Fs

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 18:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 18:47

Gli scontri No Tav della scorsa estate (Foto Lapresse)

TORINO – Un’azione violenta organizzata e coordinata. E’ per questo che il gip Federica Bompieri ha disposto il carcere per 26 attivisti No Tav, ordinanza eseguita dalle forze dell’Ordine giovedì all’aba. Il giudice ha disposto le manette per l’assalto al cantiere di Chiomonte (Torino) del 3 luglio scorso. ”I gruppi – si legge nell’ordinanza – si sono alternati nello sferrare l’attacco alle forze dell’ordine sì da consentire a ‘forze fresche’ di dare il cambio a chi era stato in prima linea”. Si è trattato, per il gip, di scontri ”non estemporanei”. I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale: negli scontri rimasero feriti oltre 200 uomini delle forze dell’ordine e decine di manifestanti.

Tra gli arrestati c’è anche Giorgio Rossetto, di 50 anni, di Torino, indicato dalla Questura del capoluogo piemontese come ”il leader del centro sociale Askatasuna” di Torino. Rossetto, molto noto nel movimento No Tav, viene indicato come ”elemento di spicco” del Centro Askatasuna anche dal gip Bompieri nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi riguardi.

Sotto accusa anche il consigliere comunale di Villar Focchiardo, Guido Fessore. Per picchiare gli agenti di Polizia usava la sua stampella. Fissore, il 27 giugno, era fra i militanti che presidiavano l’area di Chiomonte destinata a diventare il cantiere della Torino-Lione. Un ispettore lo ha riconosciuto come il ”soggetto con barba e capelli bianchi che, impugnata una stampella bianca, colpiva a più riprese gli operanti” nella zona della centrale elettrica.

Dopo il blitz decine di persone, tra cui studenti medi, universitari e attivisti, hanno occupato a Roma il tetto dell’edificio dove si trovano uffici della sede centrale delle Fs, a Castro Pretorio, per protestare contro gli arresti. Gli occupanti chiedono ”l’immediata scarcerazione dei 26 arrestati, tra cui due romani: uno studente della Sapienza e un esponente dei movimenti per il diritto all’ abitare”.

Intanto la Procura di Torino ha avviato le procedure per la scarcerazione di Maja C., 34 anni di Torino, che, incinta di sette mesi, è stata arrestata giovedì mattina. La gravidanza della donna, che era stata portata nel carcere delle Vallette, a quanto pare non era nota né alle forze dell’ordine né ai magistrati, i quali, una volta verificata la situazione, hanno attivato le procedure per la scarcerazione immediata.

Per il Gruppo del Movimento 5 Stelle del Consiglio Regionale del Piemonte, ”questa mattina all’alba è partita l’ennesima operazione di repressione spettacolarizzata contro il movimento No Tav ad uso e consumo dei media”. ”Riteniamo questo tipo di azioni di mera valenza politica più che giudiziaria”, affermano i consiglieri regionali Davide Bono e Fabrizio Biolè che ricordano ”come la casta, sempre attenta a reprimere il dissenso popolare, poche settimane fa abbia invece impedito l’arresto preventivo di Cosentino, sospettato di collusione camorrista”.