No Tav, blitz in Val di Susa: più di 30 arresti

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 8:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 9:54

TORINO, 26 GEN – Un’operazione di polizia e’ scattata all’alba in tutta Italia per l’esecuzione di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare in relazione agli incidenti avvenuti lo scorso 3 luglio in Val Susa contro la linea ferroviaria Tav Torino-Lione. I reati contestati sono lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale per gli incidenti al cantiere della Tav di Chiomonte (Torino) nel quale rimasero feriti oltre 200 uomini delle forze dell’ordine e decine di manifestanti. Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Torino, Federica Bompieri, su richiesta del Procuratore aggiunto Andrea Beconi, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Questura del capoluogo piemontese.

La notifiche delle ordinanze e’ in corso in varie citta’ italiane, da Palermo a Trento; il maggior numero di provvedimenti riguarda persone residenti in Piemonte. Fra le decine di arresti nell’operazione della Polizia contro il movimento No Tav, alcuni riguardano frequentatori del Centro sociale torinese Askatasuna e di ”case occupate” a Milano.    Un ordine di custodia e’ stato emesso anche per un militante No Tav attivista di un comitato di Bussoleno, in Val Susa.

E’ scattata in 15 province l’operazione della Polizia per l’arresto di decine di persone ritenute responsabili di aver partecipato agli incidenti della scorsa estate in Val Susa contro la linea ferroviaria ad alta velocita’ Torino-Lione. Oltre che nel capoluogo piemontese, l’operazione riguarda le province di Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo,  Parma e Modena. La Polizia sta notificando 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino.

I reati contestati al termine delle indagini condotte dalla Digos della Questura di Torino sono resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento aggravati in concorso per i fatti avvenuti in Val Susa, nell’area del cantiere di Chiomonte della Tav, il 27 giugno e il 3 Luglio scorso, quando in incidenti fra le frange violente del movimento No Tav e le forze dell’ordine, rimasero feriti oltre 200 uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e decine di manifestanti.

Un’operazione chirurgica contro le persone che hanno compiuto atti di violenza il 27 giugno e il 3 luglio: cosi’ una fonte di Palazzo di Giustizia interpellata dall’ANSA descrive l’inchiesta che e’ sfociata oggi in 25 arresti e altre diciassette misure cautelari.    La Procura di Torino non ha contestato reati associativi, ma solo singoli episodi, e ha proceduto sulla base di indagini basate essenzialmente su riprese video, fotografie, riconoscimenti diretti.

L’abitazione di un consigliere comunale di un paese della Valle di Susa, Villarfocchiardo, e’ stata perquisita nell’ambito dell’operazione della polizia contro il movimento No Tav che ha portato a decine di arresti in tutta Italia.  Il consigliere e’ Guido Fissore ed e’ un attivista del movimento che tra l’altro, alcune settimane fa, accompagno’ una scolaresca bergamasca in una visita al cantiere di Chiomonte.

Attivisti del movimento No Tav hanno deciso di radunarsi a Villar Focchiardo (Torino), dove abita Guido Fissore, consigliere comunale che e’ stato condotto in Questura, a Torino, nell’ambito dell’operazione in corso in tutta Italia. Lo annunciano gli stessi attivisti attraverso siti e social network. Gli avvocati del ‘legal-team’ del movimento No Tav – riferiscono gli stessi attivisti – sono gia’ al lavoro per assistere alcuni degli arrestati.

A Milano l’operazione della Polizia ha riguardato la casa occupata di via Borsi, dove in mattinata si e’ radunato un presidio di simpatizzanti No Tav in segno di protesta.     Perquisizioni sarebbero state operate in altri centri sociali (El Paso, Barrocchio, Metzcal) di Torino e del circondario.