No Tav, Beppe Grillo condannato a 4 mesi: “Fu sprezzante coi carabinieri”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2014 1:15 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2014 1:38
No Tav, Beppe Grillo fu "sprezzante coi carabinieri"

Beppe Grillo fa il gesto delle manette fuori dalla baita abusiva dei No Tav in Val di Susa

TORINO – Quando entrò nella baita abusiva dei No Tav in Val Clarea, Beppe Grillo si dimostrò “sprezzante degli avvertimenti” ricevuti dal comandante dei carabinieri di Susa. Questo il ritratto del leader del Movimento % Stelle, tratteggiato dal giudice Elena Rocci, nel motivare la sua condanna a quattro mesi di carcere, senza condizionale, per violazione di sigilli.

Un Beppe Grillo “sprezzante” e pure “indifferente” rispetto al fatto che stava per commettere un reato, “ironico” nello sfidare i politici a imitarlo. Le ragioni della sentenza, pronunciata lo scorso 3 marzo, sono queste, scritte nero su bianco.

Grillo paga così (ci sono anche cento euro di multa) un gesto con cui, nel 2010, volle manifestare il suo appoggio alla causa dei No Tav. Perché secondo il magistrato non fu soltanto disobbedienza civile, ma un’infrazione che deve essere punita in base al codice penale.

La storia è quella della baita costruita abusivamente dai militanti in Valle di Susa, diventata il simbolo degli oppositori della nuova ferrovia Torino-Lione, nella zona poi sgomberata dalle forze dell’ordine e oggi inglobata dal cantiere di Chiomonte.

Il 5 dicembre di quattro anni fa Grillo raggiunse la casetta e, nonostante fosse stato contattato durante il viaggio dall’allora comandante dei carabinieri di Susa, il capitano Stefano Mazzanti, che lo informò delle conseguenze, ne varcò la soglia davanti a decine di militanti raccolti in presidio: una violazione di sigilli, secondo i pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Padalino e anche secondo il giudice Rocci.

Un video acquisito nel corso del processo immortala Grillo mentre si rivolge ai No Tav con le parole “siete degli eroi”, improvvisa un comizio condito da battute di spirito, esce dalla casupola incrociando le mani come se avesse le manette ai polsi.

“Se invitate Chiamparino e lo fate entrare lì – disse ai manifestanti – è fatta. Potrebbe essere la svolta della politica: li portiamo tutti qua, li facciamo entrare, i carabinieri non vedono l’ora, e ce li togliamo dalle balle”.

Anche dieci No Tav, colpevoli di non avere rispettato i provvedimenti di sequestro della baita, sono stati condannati a pene che oscillano fra i nove e i quattro mesi; nell’elenco figura il leader storico del movimento, Alberto Perino. Il giudice non ha accolto la tesi della “disobbedienza civile”, illegale ma non punibile perché animata dalla volontà di contrastare la realizzazione di un’opera inutile, costosa e dannosa per l’ambiente.

Nelle motivazioni della sentenza, infatti, scrive che si è andati al di là della libera manifestazione del pensiero: si è calpestata una norma (la violazione di sigilli) che protegge “il buon andamento della pubblica amministrazione”.

Quanto a Grillo, non ha potuto ottenere la condizionale. Ha un precedente per omicidio colposo (1988) e uno per diffamazione (2003) e “non si possono formulare prognosi di non recidivanza”.