No Tav, blocchi stradali in tutta Italia. Monti: “Vertice d’emergenza”

Pubblicato il 1 Marzo 2012 21:00 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2012 22:36

CHIANOCCO – Nel sesto giorno di proteste i militanti della No Tav hanno organizzato blocchi stradali a Torino e a Palermo, dove un gruppo di attivisti ha manifestato nei pressi della rotonda di via Oreto, poco prima dell’ingresso delle autostrade per Catania e Messina. A Torino i militanti hanno bloccato lo svincolo di Corso Francia della tangenziale , nel Comune di Rivoli.

Ci sono state anche manifestazione in città, con presidi alla sede della Rai in via Verdi. A Porta Nuova i militanti hanno occupato alcuni binari bloccando i treni in partenza. Sempre in Piemonte il Comitato No Tav Terzo Valico è sceso in strada ad Alessandria bloccando uno dei principali accessi alla città, in segno di solidarietà alle lotte che si stanno svolgendo in Val di Susa.

Nuovo blocco anche dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra Bussoleno e Susa. Qualche centinaia di manifestanti ha invaso la carreggiata verso l’alta Val Susa bloccando il traffico al termine di un corteo partito dal centro del paese. Altri No-Tav hanno bloccato la vicina statale 24.

Monti convoca vertice d’emergenza. Il Presidente del Consiglio Mario Monti – informa una nota di P. Chigi – ha convocato per domani pomeriggio a Palazzo Chigi, al suo rientro da Bruxelles dove si trova per il Consiglio europeo, una riunione sui lavori per l’asse ferroviario TAV Torino-Lione, per verificarne lo stato di avanzamento nelle necessarie misure di sicurezza.

A Roma si sono mobilitati gli studenti, con un corteo lungo le strade che circondano l’università La Sapienza, fino ad arrivare alla zona di Porta Maggiore. Ci sono stati blitz di manifestanti No Tav anche a Firenze, vicinoalla stazione ferroviaria di Campo di Marte.

In Calabria gli attivisti hanno bloccato per circa un’ora la ferrovia tirrenica all’altezza di Paola. Traffico stradale paralizzato anche a Genova, dove circa 150 attivisti hanno bloccato la zona della prefettura. Tra i manifestanti anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo, ucciso durante il G8 di Genova nel 2001. La manifestazione ha fatto registrare attimi di tensioni e scontri tra forze dell’ordine e militanti con la chiusura della stazione di Brignole dopo l’occupazione di un binario.

A Milano, oltre un centinaio di manifestanti si sono ritrovati anche alla stazione centrale, dove sono stati caricati dalla polizia che ha voluto così impedire loro di avvicinarsi ai binari. Tensione anche ad Ancona, dove i No Tav che questo pomeriggio hanno cercato di entrare nella stazione ferroviaria sono stati respinti da “cariche a freddo”.

Anche a Bologna e Napoli i No Tav hanno preso di mira le stazione ferroviarie. Gli attivisti, una trentina, hanno occupato il punto informativo di Rete Ferroviaria Italiana allestito a ridosso dell’ingresso posteriore. Nel capoluogo campano un centinaio di attivisti ha camminato lungo i binari della linea Alta Velocità tra piazza Garibaldi e Gianturco bloccando per diversi minuti la circolazione dei treni.

La sede del Pd. Nella capitale i militanti hanno anche occupato la sede del Partito Democratico. Decine di manifestanti hanno fatto irruzione negli uffici del Pd spiegando di voler dimostrare che gli abitanti della Val di Susa non sono soli. Gli occupanti hanno chiesto anche la liberazione dei militanti del movimento arrestati e hanno rifiutato la proposta di Emanuele Fiano, responsabile sicurezza, di un incontro: per loro il Pd è il vero “responsabile” della Tav. Alla fine hanno annunciato che sabato 3 marzo a Roma si terrà una manifestazione per dimostrare che la vicenda non riguarda solo la Val di Susa.

Negativa la risposta del segretario Pierluigi Bersani: “Sono disposto a trattare ma non con i violenti. Se i manifestanti no tav vogliono venire a discutere con noi, io sono disponibile a farlo giorno e notte. Ma voglio dire a quei ragazzi che loro son troppo giovani per aver visto quel che ha visto l’Italia. I giovani possono non capire: c’è chi sta cercando acqua in cui nuotare, c’è gente che quando annusa il disagio e la protesta ci infila la violenza e l’eversione”.

Il governo. Il quadro è quello seguito alla dura presa di posizione del governo, che, per bocca del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, ha fatto sapere che “Possiamo discutere ma la linea del governo non cambia”. “La legalità è un valore primario per ogni società libera e per il suo rispetto le forze dell’ordine agiranno con la determinazione, l’equilibrio e la responsabilità di cui hanno dato ampia prova anche in questi mesi”, viene ribadito in un comunicato congiunto dopo il vertice a cui hanno preso parte anche il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il sindaco di Torino, Piero Fassino, il capo della polizia, Antonio Manganelli e il comandante generale dell’arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli.

Dal Viminale fanno sapere che “Il tracciato e le modalità dell’investimento sono stati in questi anni ampiamente ridefiniti dall’Osservatorio Tav proprio per tenere conto delle istanze delle comunità locali, essendo anche già stati individuati gli investimenti a beneficio dei comuni per il riassetto idrogeologico e per lo sviluppo della Valle. Le porte del dialogo sono sempre aperte purché la finalità sia l’individuazione delle migliori soluzioni per la realizzazione dell’opera e non il suo annullamento”.

Anche il Quirinale è intervenuto, seppure indirettamente, sulla situazione in Val di Susa, con una nota in cui si diceva che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue con massima attenzione la situazione che si è creata nella zona.