Daspo ai No Tav, Monti: “Andiamo avanti. Non possiamo staccarci dall’Ue”

Pubblicato il 2 Marzo 2012 20:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2012 20:58

ROMA – La Tav si farà: c’è voluto l’intervento del presidente del Consiglio Mario Monti, nella prima serata del 2 marzo, per togliere qualunque dubbio fosse rimasto. ”Il Governo ha deciso di confermare con piena convinzione il proprio impegno per realizzare tempestivamente la Tav”, “non possiamo staccare la penisola dall’Europa”, ha detto il presidente del Consiglio al termine del vertice convocato a Palazzo Chigi, che ha anche aggiunto: ”Ci sono state forme di violenza: la libertà di espressione del pensiero è bene fondamentale che lo Stato è impegnato a tutelare” ma ”non saranno consentite forme di illegalità e sarà contrastata ogni forma di violenza”.

”Vorrei invitare a considerare – ha aggiunto il premieri – che il nostro Paese avverte un crescente disagio sociale soprattutto nei giovani” e che l’opera della Tav ci evita di ”lasciare andare alla deriva la nostra Penisola. Il nostro Governo e’ impegnato in tutti i campi a superare i blocchi che vengono da categorie particolari in nome dell’interesse generale per creare sviluppo” ed e’ ”anche il caso della Tav”.

Monti non nega di aver riflettuto sulla Tav: ”Ci siamo posti in particolare tre interrogativi: C’e’ stato nel corso dell’anno un sufficiente ascolto delle opinioni delle popolazioni della Val di Susa; si e’ tenuto conto di quelle preoccupazioni; l’opera e’ giustificabile economicamente e soprattutto e’ sostenibile dal punto ambientale?”.

”Il progetto iniziale – ha poi spiegato il presidente del Consiglio – e’ stato profondamente e radicalmente cambiato per tenere conto della fase di ascolto mentre e’ stata approfondita l’analisi di costi-benefici che verra’ resa pubblica presto”.

La notizia arriva nello stesso giorno in cui il ministro dell’Interno Anna Maria, Cancellieri, ha esteso ai manifestanti No Tav della Val di Susa il Daspo, il Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, in questo caso  alle manifestazioni tout court.

Già il 1° marzo Monti aveva ribadito la necessità che i lavori in Val di Susa proseguissero: “Uno Stato ci deve essere e non può consentire che si paralizzi la vita del Paese”.

Adesso il Daspo per i manifestanti No Tav porta con sé anche la cosiddetta flagranza differita e quindi l’arresto differito, anch’essi in vigore negli stadi. L’arresto in flagranza differita consiste nella possibilità della restrizione della libertà personale sulla scorta della ripresa video entro 48 ore dalla fine della manifestazione.

L’ipotesi studiata in passato dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni e dall’allora viceministro Alfredo Mantovano poggiava sui risultati ottenuti con il Daspo per gli ultras: l’accoppiata Daspo-Flagranza differita ha ridotto del 50% le partite con incidenti e del 90% i feriti.

La misura venne abbandonata per le proteste dell’opposizione e perché in quel periodo le violenze cessarono e la situazione uscì dalla fase più critica ed emergenziale. Le forze di polizia hanno già manifestato il loro appoggio. Considerano il Daspo uno strumento utile, se però accompagnato da maggiori dotazioni tecniche per gli agenti impegnati nelle manifestazioni. Dal momento che Daspo e arresto differito si basano su prove fotografiche l’idea sarebbe quella di fornire microtelecamere sui caschi, come già succede in Francia.