No Tav. Erri De Luca. Incitare sabotaggio libertà o istigazione? Un giudice dirà

Pubblicato il 19 Gennaio 2015 15:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 15:11
No Tav. Erri De Luca. Incitare sabotaggio libertà o istigazione? Un giudice dirà

Erri De Luca. Incitare al sabotaggio della Tv è libertà o istigazione? Un giudice a Torino lo dirà

TORINO – Lo scrittore Erri De Luca sarà a processo a Torino il 28 gennaio 2015 per rispondere all’accusa di istigazione al sabotaggio a favore della protesta No Tav in Val di Susa.

Erri De Luca era stato rinviato a giudizio nel giugno 2014, accusato di avere incitato al sabotaggio del cantiere della Torino-Lione, in Valle di Susa:

”La Tav va sabotata. Le cesoie sono utili perché servono a tagliare le reti”,

sono le parole dello scrittore contestate dai pm torinesi Andrea Padalino e Antonio Rinaudo.  Gianluca Vitale, avvocato di Erri De Luca, subito dopo la decisione del rinvio a giudizio aveva detto:

“Le parole di un intellettuale non possono costituire reato. Il giudice ha ritenuto utile un accertamento dibattimentale, ma noi continuiamo a essere convinti che questo sia un processo alle parole e dimostreremo tranquillamente che questa non è stata un’istigazione a delinquere”.

Di opposto parere Alberto Mittone, legale della società Ltf, costituitasi parte civile. Il rinvio a giudizio di De Luca  “è quello che chiedevamo”.

La posizione “ribelle” dello scrittore è ampiamente nota e teorizzata. Più volte ha esplicitato questa tesi, come durante una manifestazione all’Università Statale di Milano: “Essere incriminati di resistenza è una medaglia al valor civile, tutti dobbiamo essere incriminati di resistenza… Ogni volta che c’è un nuovo arresto, si allarga l’albo dei resistenti. Si entra a far parte di una comunità che dimostra di non lasciar passare l’insulto, l’infamia, l’oppressione, la violenza”. (Erri De Luca)