No Tav, i petardi sequestrati a Chiomonte “potevano uccidere”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2013 21:31 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 21:31
Protesta No Tav

Protesta No Tav (foto Ansa)

TORINO- I petardi sequestrati lo scorso 30 agosto, a bordo di un’auto nei pressi del cantiere Tav di Chiomonte potevano uccidere. Lo hanno stabilito i consulenti della Procura di Torino, che dopo aver simulato gli effetti di una esplosione hanno definito le sue conseguenze “letali”. Per quel materiale sono in carcere due attivisti No Tav.

Il lavoro dei consulenti, con tanto di foto e video, è stato depositato dai pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino nel corso dell’udienza del Tribunale del Riesame che dovrà decidere se accogliere o meno l’istanza di scarcerazione presentata dai legali dei due No Tav – Davide Forgione e Paolo Rossi – in carcere con l’accusa di detenzione di materiale esplodente.

I giudici si sono riservati la decisione. “A breve distanza – scrivono i consulenti a proposito dei petardi – l’onda di pressione provocata dalla loro deflagrazione può provocare gravi lesioni; uno scoppio a contatto può essere letale”. Analogo discorso, secondo i consulenti, vale per un razzo sparato da uno dei tubo di plastica sequestrati. Secondo i consulenti, “se attinge parti vitali dell’organismo, può essere micidiale”. .