No Tav: Luca Cientanni e Giorgio Rossetto in carcere, “potevano reiterare il reato”

Pubblicato il 20 Febbraio 2012 18:13 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2012 19:48

TORINO – Luca Cientanni, 38 anni, e Giorgio Rossetto, 50 anni, i due attivisti del movimento No Tav che il Tribunale del riesame ha tenuto in carcere dopo l'arresto dello scorso 26 gennaio, hanno ''una spiccata propensione a trasgredire comandi normativamente imposti e le prescrizioni dell'autorita', con serio pericolo che i medesimi, ove sottoposti a regime coercitivo di minor rigore, violino gli obblighi e le prescrizioni ad esso inerenti e adottino iniziative di natura francamente sediziosa, della stessa natura di quelle che hanno presieduto alla perpetrazione delle condotte delittuose per cui si procede''.

I giudici del riesame lo scrivono nelle motivazioni della sentenza che aveva negato un alleggerimento del provvedimento cautelare disposto dal gip Federica Bompieri che invece aveva concesso gli arresti domiciliari a Federico Guido, 49 anni, e Zeno Rocca, 21 anni.

Secondo il Tribunale del riesame, il carcere, per Cientanni e Rossetto, e' ''il minimo presidio idoneo a fronteggiare le consistenti e impellenti esigenze cautelari'' dovute non solo alle ''condotte delittuose'' e ai ''profili di pericolosita''' dei due indagati, ma soprattutto alla ''refrattarieta' mostrata da entrambi rispetto alle pregresse esperienze giudiziarie in cui risultano entrambi essere stati coinvolti anche in epoca recente''.