No tav, i pm indagano anche sul sequestro di un carabiniere

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 20:31 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 20:38

TORINO – Un brigadiere dei carabinieri isolato dal suo reparto durante una carica di alleggerimento contro i manifestanti No Tav, picchiato, trascinato nei boschi, sequestrato e rapinato della sua pistola: c'e' anche questo fra gli innumerevoli episodi registrati durante la ''guerriglia'' (la definizione e' del gip Federica Bompieri) che si scateno' il 3 luglio in Valle di Susa davanti al cantiere a Chiomonte (Torino).

La vicenda, gia' emersa nei giorni successivi, e' ora citata nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di 26 attivisti No Tav.

I No Tav avevano trattenuto il militare e avevano chiesto, in cambio del suo rilascio, di liberare alcuni dei loro compagni che durante gli scontri erano stati arrestati. I funzionari delle forze dell'ordine, pero', erano stati irremovibili: nessuna trattativa.

Sull'episodio la Procura ha aperto un fascicolo separato che per adesso, secondo quanto si apprende, e' a carico di ignoti. Il gip cita l'episodio nell'ordinanza mentre elenca gli indizi a carico di una delle persone arrestate oggi, un giovane che, mentre il carabiniere veniva rilasciato, grido' ''il prossimo non torna indietro''.