Noemi Durini, Lucio Marzo accusa Fausto Nicolì. E il meccanico: “Picchiata dai genitori di lui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 febbraio 2018 14:43 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 14:43
noemi durini e lucio

Noemi Durini e Lucio Marzo

ROMA – Lucio Marzo, il 18enne in carcere per l’omicidio della fidanzata Noemi Durini, continua ad accusare Fausto Nicolì, meccanico 49enne amico della giovane di Specchia. Subito dopo il ritrovamento del corpo della 16enne, il ragazzo confessò l’omicidio raccontando tutta la violenza riversata contro la ragazza, poi però nelle settimane successive il giovane ha ritrattato dicendosi innocente e accusando, appunto, un altro uomo.

Lo ha fatto con una lettera scritta dal carcere a gennaio che è stata mostrata nel corso del programma televisivo “Quarto Grado”.

“Addossandomi le colpe e inventando una versione per far credere di averla ammazzata io ho protetto la mia famiglia dalle minacce di Fausto Nicolì ma mi sono messo nei guai io”, è quanto ha scritto Lucio Marzo parlando del meccanico che recentemente è stato iscritto nel registro degli indagati.

Secondo il 18enne, altre ragazze potrebbero quindi essere in pericolo per colpa di Nicolì, che resta libero mentre lui è rinchiuso in carcere: “Come è successo a Noemi, può succedere a qualche altra ragazza, denunciando il fatto sto mettendo in guardia tutti”, spiega. “Se non mi credete potete anche condannarmi, ma sappiate che un assassino è a piede libero e sta abusando di ragazze minorenni e io sono innocente e sono in carcere”, prosegue ancora il ragazzo nella sua lettera in cui afferma anche di non capire come carabinieri, pm, giudici e tutta Italia abbiano potuto credere sia stato davvero lui a uccidere Noemi. Una ragazza che – scrive ancora nella lettera – lui amava.

Fausto Nicolì, da parte sua, ha respinto ogni accusa dicendosi sereno e ha puntato il dito contro il padre di Lucio, Biagio Marzo. “Perché non parlano dell’agguato stile mafioso che hanno fatto a Noemi, quando l’hanno fermata e picchiata per strada?”, così Nicolì alle telecamere di Quarto Grado.