Cronaca Italia

Noemi Durini, minacce agli avvocati del fidanzato reo confesso

Noemi Durini, minacce agli avvocati del fidanzato reo-confesso

Noemi Durini, minacce agli avvocati del fidanzato reo-confesso

LECCE – Insulti e minacce sul web all’indirizzo degli avvocati Paolo Pepe e Luigi Rella. Sono i due legali nominati dalla famiglia di Lucio, il giovane 17enne reo confesso dell’omicidio della fidanzatina Noemi Durini di Specchia (Lecce).

Nel linciaggio dei social sono finiti anche loro, offesi per aver preso le difese di chi ha ammesso di aver ammazzato la giovanissima Noemi con una coltellata alla gola e un colpo di pietra alla testa. All’avvocato Rella hanno augurato che “certe cose” capitino anche alla sua famiglia.

Intanto la casa di Lucio è presidiata giorno e notte. Prima c’erano state le urla disperate del padre di Noemi contro il papà di Lucio, da lui accusato di aver avuto un ruolo nella tragica fine della figlia, poi le tre molotov lanciate l’altra notte contro l’abitazione della famiglia del fidanzato reo-confesso. Dopo l’attentato le misure di sicurezza sono aumentate.

Il prefetto di Lecce ha disposto la vigilanza sotto casa della vittima e della famiglia di Lucio. Le bottiglie incendiarie sono finite sul terrazzino dell’appartamento della frazione di Montesardo di Alessano, ma non sono esplose perché non innescate. Nessuna conseguenza, quindi, ma l’attentato intimidatorio è il segnale la guerra in atto tra le due famiglie abbia raggiunto livelli altissimi.

Tutto è accaduto alla vigilia della decisione del gip del Tribunale per i minorenni di Lecce che ha convalidato il fermo del diciassettenne per omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà e ne ha disposto il trasferimento in una struttura protetta per minori fuori dalla Puglia. Nel provvedimento il magistrato afferma che il giovane ha un equilibrio psicofisico “labile” che potrebbe portarlo non solo a fuggire nuovamente da casa, ma anche ad essere pericoloso per sé stesso e per i suoi familiari, come dimostrano i tre Trattamenti sanitari obbligatori (Tso) subiti in un anno e richiesti – a quanto si sa – proprio dalla sua famiglia.

Il giovane è stato trasferito questa mattina nell’Istituto penale per minorenni di Bari. Si tratta di una disposizione momentanea, decisa dalla struttura per minorenni di Monteroni (Lecce), in cui il giovane si trovava dal momento del fermo per omicidio, assieme a quella di Bari. Sulla destinazione finale del ragazzo si attende dal Dipartimento un’individuazione, che potrebbe essere in Sardegna.

Intanto è stato deciso che l’autopsia sul corpo di Noemi si terrà martedì, subito dopo il conferimento dell’incarico da parte del pm minorile Anna Carbonara al medico legale Roberto Vaglio. Se non dovessero emergere ulteriori necessità medico-legali, la salma già nel pomeriggio di domani sarà restituita ai familiari.

 

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