Noemi Durini, “Lucio l’ha sepolta viva sotto le pietre”. La conferma dell’autopsia

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2018 17:02 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 17:02
I risultati dell'autopsia confermano: Noemi è stata sepolta viva sotto le pietre

Noemi Durini, “Lucio l’ha sepolta viva sotto le pietre”. La conferma dell’autopsia

LECCE – Era ancora viva Noemi Durini mentre il fidanzato Lucio la seppelliva sotto le pietre. Quello che prima era solo un tragico sospetto, estrapolato dalla confessione del ragazzo, è ora una macabra conferma: dai risultati dell’autopsia, depositati oggi 16 febbraio, emergerebbe in sostanza “un quadro non difforme” da quanto ha raccontato dal giovane, reo confesso, ai carabinieri la sera del 13 settembre scorso, giorno in cui fu fermato.

Lucio, all’epoca dei fatti 17enne, aveva poi ritrattato la sua versione il mese scorso, accusando del delitto un meccanico di Salve, Fausto Nicolì. Noemi scomparve da casa il 3 settembre 2017 da Montesardo, frazione di Alessano (Lecce), e il suo corpo fu ritrovato il successivo 13 settembre sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo (Lecce). Secondo quanto emerse dall’autopsia, prima di essere uccisa venne picchiata, probabilmente a mani nude, e successivamente accoltellata alla nuca.

L’esame avrebbe anche confermato che la giovane non è morta subito dopo la coltellata inferta alla nuca e questo potrebbe avvalorare il sospetto che Noemi fosse ancora viva quando il suo assassino l’ha ricoperta con delle pietre per nascondere il corpo.

La relazione autoptica sarà notificata ai legali delle parti nei prossimi giorni. Con tutta probabilità toccherà invece al Ris accertare se Noemi avesse fatto uso di sostanze stupefacenti prima di essere uccisa. Sempre questa mattina il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori, Anna Carbonara, ha conferito l’incarico per eseguire esami tecnici non ripetibili per la ricerca di tracce biologiche sui reperti sequestrati (tra cui l’auto), sui telefoni cellulari e sul materiale informatico in possesso degli investigatori.