Nola. “Un pedofilo a scuola”: scherzo di un ragazzino semina il panico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2014 14:40 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2014 14:40
Nola. "C'è pedofilo a scuola": scherzo di un ragazzino semina il panico

Nola. “C’è pedofilo a scuola”: scherzo di un ragazzino semina il panico

NAPOLI – “C’è un pedofilo a scuola”. Messaggio che arriva da Facebook e da quel profilo di uomo adulto che ammiccava ai ragazzini dell’istituto. Tanto è bastato a scatenare le ronde dei genitori e a spaventare i ragazzi della scuola pubblica di Nola, vicino Napoli. A seminare il panico però è stato un ragazzino di 11 anni, che per la sua “burla” aveva creato un falso profilo e molestato sé stesso diventando così “vittima e carnefice“.

Carmen Fusco sul Messaggero racconta:

” L’undicenne aveva persino creato un falso profilo su Facebook utilizzando la foto di un suo ignaro zio, ha poi aggiunto il nome e il cognome dell’adescatore di minori, e ha cominciato a costruire, ora dopo ora, una storia fatta di minacce e ammiccamenti, complimenti e avvertimenti. Facendo circolare anche voci di possibili rapimenti. Sostenendo di non aver paura di nessuno, «nemmeno della camorra». Si è sdoppiato il ragazzino.

Vittima e carnefice in una serie di conversazioni degne del più fantasioso degli sceneggiatori. Non contento di quanto già realizzato è andato perfino oltre. Ha creato un gruppo su whatsapp includendo i contatti di tutti gli studenti della sua classe ed è lì che ha cominciato a inviare le foto delle conversazioni su Facebook per spaventare ancor di più la scolaresca. Maschi e femmine, senza differenza. Tutti preda del loro compagno, che ha finto che il maniaco li spiasse, ne conoscesse movimenti e spostamenti. Paura per tutti: «C’è un pedofilo a scuola»”.

I genitori hanno avvisato la polizia e organizzato ronde davanti alla scuola, ma dopo due giorni di indagini gli agenti hanno scoperto la verità:

“L’attività investigativa si è subito concentrata su più fronti: all’interno della scuola, ascoltando e tenendo d’occhio l’intero personale in servizio, insegnanti compresi ma anche sul web per risalire alla vera identità del pedofilo. La foto dell’uomo, più o meno 45 anni, e poi quel nome e quel cognome, cercato nell’elenco dei pregiudicati per reati analoghi senza, ovviamente, ottenere alcun riscontro. Poi, grazie alle tracce lasciate nella rete, la scoperta dell’autore dell’inganno. Il ragazzino che da lì a qualche ora sarebbe stato ascoltato dagli investigatori, ma come vittima, è diventato all’improvviso regista di una messinscena che a molti è sembrata diabolica e che ha fatto perdere il sonno e la testa ad adulti e bambini”.

Poi davanti agli agenti il ragazzino alla fine ha confessato:

“«Sono stato io, ma perché che ho fatto di male? Volevo scherzare. Volevo soltanto prendermi gioco dei miei amici»”.

Una semplice burla di un ragazzino, poco più che un bambino, che voleva giocare. E che non si è reso assolutamente conto della paura e dell’agitazione creata, tanto da aver detto dopo la confessione:

“«Scusate ma ci vuole ancora tempo? Dovrei andare a giocare a calcio, i miei amici mi stanno aspettando»”.