Nomade usa la nipote per l’elemosina: condannata a 12 anni per riduzione in schiavitù

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2018 11:45 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 11:45
Nomade usa la nipote per l'elemosina: condannata a 12 anni per riduzione in schiavitù

Nomade usa la nipote per l’elemosina: condannata a 12 anni per riduzione in schiavitù

ROMA – Per circa dieci anni ha costretto la nipote Esmeralda a chiedere l’elemosina, con la violenza perché la prendeva a botte e a cinghiate, con le minacce perché le puntava contro la lama di un coltello: Elena Zorel, sessantunenne di etnia rom, è stata condannata a 12 anni di reclusione dalla Corte d’Assise.

Condanna pesante per un reato gravissimo: riduzione in schiavitù. Esmeralda sin dall’età di quattro anni doveva fare accattonaggio davanti a un supermercato Conad in via del Trullo a Roma per contribuire al mantenimento della famiglia. 

Più della metà della sua vita l’ha trascorsa così. Oggi, che sta per diventare maggiorenne, ha ricevuto giustizia. Anche la madre, Maria Costantin, è stata condannata insieme alla zia: un anno e otto mesi con l’accusa d’impiego di minore nell’accattonaggio.

Nel 2014, quando aveva 14 anni, una signora si preoccupò degli strani giri intorno alla ragazzina, attirando così l’attenzione delle autorità. Non è stata accettata in questo caso l’equivoca ragione culturale secondo cui ai nomadi non si debbono applicare le stesse regole imposte a tutti gli altri, ragione che pure l’avvocato della Zorel ha invocato se non altro come attenuante.

A Esmeralda la nonna ha rubato infanzia e futuro: da piccolissima coltivava grandi aspirazioni, le stesse dei bambini della sua età, ha provato anche a ribellarsi al destino infame preparatole dalla nonna. Che, oltre a un pezzo di cartone sul quale vegetare per anni con la mano tesa, non ha saputo offrirle.