Nomine Rai/ Prima o poi. Garimberti congela le posizioni di Ruffini e Di Bella alla terza rete. Il Pd tira un respiro di sollievo

Pubblicato il 24 Luglio 2009 14:51 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 14:51

rai-nomineLe posizioni di Paolo Ruffini e Antonio Di Bella sono state congelate “sine die”. Dopo aver riempito altri due fondamentali tasselli, con le nomine di Orfeo e Liofredi, la prima unanime – rischiando di essere l’ultima votazione plebiscitaria di questo cda – , la seconda con una grossa  spaccatura, restano sul tavolo della Rai altri due fondamentali pezzi di puzzle: Raitre e Tg3.  Ma resta aperta anche la questione della radio.

La votazione per Liofredi e la conseguente rottura con la Bianchi Clerici, è stata presa come palla al balzo dal presidente Garimberti che, rivolgendosi al dg e alla maggioranza, ha strappato col suo sì un compromesso vitale: niente nomine al terzo canale. Confermando in pratica lo status quo, che non dispiace al Pd in questa fase precongressuale.

Garimberti  ha garantito all’opposizione la salvaguardia di Raitre e Tg3. È stata così stoppata l’idea, cara anche a Berlusconi, che puntava alla rimozione di Ruffini da Raitre. Stop incassato a malincuore dal dg e digerito malissimo, raccontano,  proprioda Berlusconi che mirava da tempo a una totale rivoluzione della terza rete.

Ma per quanto riguarda Tg3-Rete Tre  manca l’accordo sui nomi all’interno del Pd. Una parte dei democratici – in testa Dario Franceschini – spinge per confermare Paolo Ruffini, mentre l’ala dalemiana vorrebbe Bianca Berlinguer, con il trasferimento di Antonio Di Bella alla rete. E Barbara Palombelli?

Chi vuole rimuovere Paolo Ruffini è la maggioranza e non il Pd. E quindi con Ruffini alla rete e Antonio Di Bella al Tg3 gli equilibri di partito resterebbero. Certo se Bersani dovesse vincere il congresso se ne potrebbe riparlare, visto che i dalemiani stanno ancora a bocca asciutta. Una prossima riunione è stata convocata per la prossima settimana, ma forse si dovrà aspettare un pre-congresso in cui D’Alema si pronunci.

Intanto, dopo la scelta di Raidue, la Lega minaccia ritorsioni dentro il centrodestra e rivendica «una totale autonomia» nelle prossime nomine, cioè voterà senza concordare con il Pdl la sua posizione. Il candidato della Carroccio era l’ex direttore della Padania Gianluigi Paragone.

In attesa della seconda manche, Masi ha presentato il nuovo schema della radio. Ed è probabile che si procederà alle nomine: Antonio Preziosi (area Pdl) per Gr1 e Gr2, Flavio Mucciante (Udc) a Radio2, Gr3 e Gr Parlamento a Riccardo Berti (Pdl) e Marino Sinibaldi (Pd) a Radio3. Per la Tgr resta in corsa proprio la Petruni.

Si vocifera che ci potrebbe essere un direttore unico per Gr1 e Gr2, affiancato però da un condirettore con l’incarico di dirigere Radiodue. Per la prima casella si fa il nome di Antonio Preziosi, per la seconda quello di Flavio Cucciante.