Nomura, presunta truffa a Regione Sicilia: 7 indagati e maxi sequestro 204 mln

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2014 13:23 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014 13:26
Nomura, presunta truffa a Regione Sicilia: 7 indagati e maxi sequestro 204 mln

Nomura, presunta truffa a Regione Sicilia: 7 indagati e maxi sequestro 204 mln

PALERMO – Maxi sequestro da 204,5 milioni di euro alla banca giapponese Nomura, accusata di truffa ai danni della Regione Sicilia. Sotto sequestro anche 23 terreni, 27 fabbricati e 13 società. Nell’inchiesta condotta dalla Procura di Palermo sono coinvolti quattro manager dell’istituto di credito e tre professionisti palermitani, indagati per truffa aggravata dalla transnazionalità.

I tre imprenditori sono: Fulvio Reina, Marcello Massinelli titolari della società di intermediazioni LM Consulting e  Marco Modica De Mohac, presidente del Consorzio aziende sanitarie siciliane. Sotto inchiesta anche i manager della sede londinese di Nomura Armando Vallini, Andrea Giordani, Stefano Ghersi e Arturo De Visdomini.

 

Le indagini avrebbero accertato la responsabilità della Nomura in una truffa alla Regione siciliana attraverso la cartolarizzazione di crediti sanitari e operazioni di finanza derivata. Il danno arrecato ammonterebbe a 175 milioni di euro. L’inchiesta ha origine dalla cessione di crediti per 630 milioni vantati da diversi operatori sanitari (Asl e ospedali) nei confronti della Regione per forniture relative agli anni 1995, 1997 e 1998. In particolare dal 2002 le aziende si sono riunite in un consorzio che ha ceduto i crediti alla “Crediti Sanitari Regione Sicilia di Milano“, una società cosiddetta veicolo, emanazione della banca e con sede a Londra.

Il contratto stipulato prevedeva che la Regione si sarebbe impegnata a pagare alla società cessionaria del credito un tasso di interesse molto più oneroso rispetto alle condizioni di mercato. Le indagini mirano a individuare i politici che hanno portato a emettere i provvedimenti amministrativi che hanno ratificato l’accordo di cartolarizzazione, operazione che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata antieconomica e avrebbe creato un danno di 115 milioni alla Regione.

Il secondo filone di indagine riguarda, invece, la sottoscrizione di strumenti finanziari derivati tra la Regione e la Nomura PLC: la banca che ha vestito i panni sia di consulente che di controparte contrattuale. Secondo gli inquirenti, che hanno delegato complesse consulenze tecniche per fare luce sulla vicenda, il contenuto dei tre contratti sarebbe stato “gravemente squilibrato” ai danni della Regione che avrebbe subito un ulteriore danno di 60 milioni.

Gli indagati avrebbero taciuto circostanze fondamentali sul contenuto dei contratti facendo credere ai funzionari della Regione che si trattava di operazioni economicamente convenienti. L’inchiesta è stata condotta anche attraverso rogatorie internazionali che hanno accertato che parte dei guadagni illeciti sarebbe stata destinata dalla Nomura Plc a due società off-shore (con sedi in Irlanda e alle Isole Vegini) riconducibili a due professionisti palermitani. I due avrebbero intascato circa 20 milioni.

Una parte delle somme è stata accreditata su banche svizzere per poi essere recapitata ai due professionisti. Si indaga per scoprire se la conclusione dei contratti sia stata “sponsorizzata” e agevolata da politici compiacenti coinvolti, se ciò fosse provato, in una maxi corruzione.

Il sequestro preventivo è stato necessario per evitare che la Regione pagasse alla Nomura la rata semestrale di quasi 7 milioni in esecuzione di uno dei contratti finiti sotto inchiesta.