Non furono i no-Tav ad aggredirlo. Indagato per simulazione l’autista del pm Rinaudo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 14:01 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 14:04
Protesta degli imputati NoTav al maxiproceso (foto Lapresse)

Protesta degli imputati NoTav al maxiproceso (foto Lapresse)

TORINO – Lo scorso 1o aprile Giuseppe C. aveva denunciato di esser stato aggredito da tre sconosciuti, ora l’autista (in forza al ministero della Giustizia) del pm torinese Antonio Rinaudo (noto per le inchieste sui no-Tav), è indagato per simulazione di reato.
L’autista del pm torinese aveva raccontato di esser stato aggredito nella serata del 1o aprile da tre uomini incappucciati che lo avrebbero apostrofato chiamandolo “servo dei servi”. Per l’aggressione furono tirati in ballo anche i no-tav e gli anarchici.

I No Tav risposero definendo l’ episodio “strano” e “anomalo” come tanti altri (per esempio il ritrovamento di tre molotov davanti all’uscio di casa del senatore Stefano Esposito), che “non rientra nelle strategie del movimento”. In un articolo di Notav.info si osservava che episodi “di aggressioni e minacce sono avvenuti e avvengono quando vi sono appuntamenti di richiamo nazionale che vedono coinvolto il Movimento No Tav, o passaggi legislativi importanti. Sembrano far parte di una strategia studiata a tavolino”.

Il fascicolo d’indagine sull’aggressione fu aperto inizialmente per il reato di lesioni. Poi, dopo indagini svolte anche dalla Digos, è arrivata la svolta: l’autista, che si è avvalso della facoltà di non rispondere e che è già stato destinato ad altro incarico, adesso risponderà di simulazione di reato.