“Non metto like su Facebook da 6 mesi”: ecco cosa è successo

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2016 14:47 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2016 14:48
"Non metto like su Facebook da 6 mesi": ecco cosa è successo

“Non metto like su Facebook da 6 mesi”: ecco cosa è successo

ROMA – Mettiamo like a contenuti e post in continuazione, su Facebook, e così diamo all’algoritmo del social le “idee” per proporci e segnalarci contenuti che possano interessarci. Pagine simili, persone che potremmo conoscere…e pubblicità ovviamente, tanta pubblicità. Così Flavio Scutti ha fatto un esperimento: ha smesso per sei mesi di metter like. Ecco la conclusione, nell’articolo del DailyBest:

Ciò mi ha fatto realizzare quanto il “mi piace” sia un genere di interazione che finisce per perdersi nel mare magnum degli stimoli con cui Facebook ci bombarda. Altre persone vicine, al contrario, hanno accolto con piacere la novità di ricevere, al posto del solito like, un pensiero sotto forma di commento. Molto spesso era un cuore, altre un wow, voi direte che lo fanno tutti, ma la cosa veramente buffa fu che pochissimo dopo Facebook introdusse una serie di emoticon per esprimere le preferenze identiche ai miei commenti. Probabilmente dopo che verrà pubblicato questo articolo ricomincerò a metterli, visto che sono tartassato dagli amici che cercano di vincere dei concorsi con l’apporto del mio like, ma dopo questa esperienza di consapevolezza, l’interazione sul social per me ha assunto un valore che mi piace considerare più naturale.

Scutti spiega perché ha fatto questa scelta:

Esistono tantissimi motivi diversi che ci spingono a mettere mi piace ad un determinato contenuto. Dall’autentico apprezzamento fino alla semplice cortesia nei confronti degli amici per non deludere le loro aspettative – indipendentemente dal fatto che gradiremmo ritrovarci dei post correlati ai loro tra i contenuti suggeriti, a quello non pensiamo neanche. Ci pensa la piattaforma social sulla quale ci troviamo. Peccato che, quando Facebook analizza i nostri like non venga tenuto conto di queste fondamentali differenze di motivazione, inficiando così la ricostruzione del nostro presunto stile di vita. Per esempio, prima di intraprendere l’esperimento mi capitava di ricevere moltissimi aggiornamenti su cose di cui non mi fregava nulla, mentre al contrario Facebook non mi sottoponeva mai le novità che mi interessavano per davvero, e nonostante la mia insistenza nel selezionare il ricevi notifiche da gruppi e pagine. Avevo la sensazione di trovarmi circondato dai fan dopo un concerto di Mengoni, ma i miei sono contatti selezionati, mi chiedevo: com’è possibile? Com’è possibile che il sistema peschi solo le cose peggiori che condividevano i miei contatti? Così, empiricamente, ho provato un po’ a studiare la correlazione tra i miei like e i post che comparivano sulla mia bacheca.