Non timbra il biglietto sul treno, leghista multato al controllore: “Lei è comunista?”

Pubblicato il 17 luglio 2010 15:10 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2010 15:30

Non aveva timbrato il biglietto e ha pagato la multa, ma solo dopo aver protestato con il controllore: ”Guardi, sono un consigliere e non è che voglia essere trattato meglio degli altri, però.. Lei è comunista?”. Il protagonista dell’episodio è Santino Bozza, consigliere regionale della Lega in Veneto, che ha sfogato la sua indignazione per il trattamento ‘subito’ in treno con un intervento-fiume davanti ai colleghi della seconda commissione consiliare che aveva all’ordine del giorno proprio l’esame di una proposta di modifica della legge sulle multe a carico degli utenti privi di biglietto o che non lo hanno obliterato sulle tratte venete di Trenitalia.

Un resoconto dettagliato del ‘siparietto’ che è finito nei verbali ufficiali della seduta. ”Credo che l’assessorato si sia mosso grazie a una mia denuncia perché a me personalmente è capitato tutto questo”, ha esordito il consigliere del Carroccio, secondo quanto riferisce il “Corriere Veneto”. In realtà il progetto di legge erà già stato approntato nella scorsa legislatura, ma la precisazione non ha fermato l’irruenza del leghista, che ha praticamente monopolizzato la seduta: ”Si viaggia in vagoni da bestiame, io salgo a Monselice e mi siedo passata Padova. Mi è capitato di incappare in un biglietto non obliterato quando ho preso di corsa il treno di ritorno – si è giustificato – Sono salito e, guarda caso, 10 metri dopo – non 10 km ma 10-20-100 metri – mi si è avvicinato il controllore”.

A nulla sono valse le spiegazioni di Bozza sul biglietto non timbrato: ”L’ho preso stamattina, lo oblitero quando lo faccio… guardi sono anche consigliere, non è che ho voglia di essere trattato meglio degli altri, pero’…” Niente da fare, 50 euro di multa: ”Non li ho in tasca, pago con il bancomat”. Ancora niente da fare, i controllori non hanno la macchinetta. E il diverbio si è acceso: ”Perché uno deve avere per forza 50 euro in tasca? – ha chiesto il consigliere – sono passato a una multa di 100 euro. Voglio che i controllori abbiano il bancomat”, ha tuonato il leghista davanti alla commissione.

 ”Ma è vero che ha chiesto al controllore se era comunista?”, ha domandato il vicepresidente dell’Assemblea regionale, il Pd Franco Bonfante: ”Si’, gliel’ho chiesto”, ha ammesso il consigliere del Carroccio.