Norman Atlantic, procura di Bari: “Macchinari di bordo erano fuori uso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Gennaio 2015 10:30 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2015 10:30
Norman Atlantic, procura di Bari: "Macchinari di bordo erano fuori uso"

Norman Atlantic

BARI – “I macchinari di bordo erano fuori uso“. E’ uno dei punti fermi dell’inchiesta della procura di Bari sul naufragio della Norman Atlantic. I passeggeri e l’equipaggio del traghetto naufragato nella notte tra il 27 e il 28 dicembre sono stati tutti ascoltati e nella giornata di domenica, per il terzo giorno consecutivo, gli investigatori sono saliti a bordo del relitto che continua a fumare.

La novità è arrivata però dal fondo: i sommozzatori hanno infatti constatato che le due “pinne stabilizzatrici” larghe 5 metri circa, che vengono azionate in caso di emergenze per rendere più stabile la nave, erano chiuse su sé stesse. Quindi la nave ha ballato più del dovuto durante le operazioni di salvataggio. Non è un particolare di poco conto. Anche perché il comandante ha sempre raccontato di aver “azionato tutte le procedure per rendere stabile la nave”.

Giuliano Foschini su Repubblica spiega che due sono le ipotesi:

Non è così, oppure c’è stato un problema ai macchinari che non hanno permesso appunto l’apertura delle pinne. Per il resto l’inchiesta ha preso una direzione chiara. Il primo punto riguarda la contestazione del naufragio colposo: «L’incendio – spiega un investigatore – è un rischio specifico della navigazione. Quando si salpa, si deve prevedere che possa accadere e quindi bisogna fare tutte le valutazioni sulla possibilità di controllare quel rischio specifico».

La tesi della Procura è che probabilmente la valutazione fatta per la Norman era errata: con l’ overbooking di camion e passeggeri, la perturbazione atlantica già annunciata, si poteva prevedere che un eventuale incendio potesse avere un esisto catastrofico. La seconda parte dell’indagine mira a individuare le responsabilità sugli omicidi colposi. Al momento i cadaveri recuperati sono tutti di passeggeri morti durante l’evacuazione o il salvamento. Due operazioni che avrebbero dovute essere gestite con il massimo rigore e che invece probabilmente sono state lasciate al caso dall’equipaggio.

Come dimostra il telex della Marina greca che ricostruisce le prime operazioni di salvataggio: il comandante pensava di poter gestire l’incendio, ma dopo è stato il grande caos. La lancia che poteva ospitare 150 persone è stata calata con non più di 50 passeggeri, e a bordo almeno 5 uomini dell’equipaggio quando al massimo avrebbero potuto essere tre. Le scialuppe sono state affidate ai passeggeri, invece che farle gestire ai marinai: è possibile che una si sia rovesciata, tanto che molte delle persone decedute avevano chiamato casa dicendo di stare bene e di essere a bordo delle scialuppe.

Il bilancio ufficioso è di 11 morti accertati, nove cadaveri recuperati e di 15 dispersi. Al netto dei clandestini che potrebbero essere ancora a bordo.