Norman Atlantic, il pm: “10-15 dispersi. Forse a bordo altri corpi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Gennaio 2015 18:06 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2015 20:44
Norman Atlantic, recuperata scatola Nera. Forse a bordo altri corpi

Norman Atlantic, recuperata scatola Nera. Forse a bordo altri corpi

BRINDISI – La scatola nera è stata recuperata. Ma per sapere se la Norman Atlantic custodisca al suo interno altri corpi bisognerà attendere ancora. Intanto, però, il pubblico ministero di Bari Giuseppe Volpe che indaga sul disastro precisa: “I dispersi sono tra 10 e 15”.

La scatola nera dal Norman Atlantic, primo elemento fondamentale per accertare le cause dell’incendio e la dinamica dei fatti, è stata recuperata poco dopo che, nel pomeriggio del 2 gennaio, il traghetto è stato ormeggiato nel porto di Brindisi. A bordo è salito il sostituto procuratore Ettore Cardinali  insieme ad un pool di esperti.

La scatola nera, ha spiegato Cardinali,  “sarà analizzata a Bari con un accertamento tecnico irripetibile nei prossimi giorni”. “Abbiamo fatto un primo sopralluogo – ha aggiunto Cardinali – per verificare innanzi tutto le possibilità di accesso alla nave, sia alla parte superiore che alla parte interna”.

Per vedere se ci sono corpi, però, bisognerà attendere ancora.  “Al momento nella parte interna del Norman Atlantic non è possibile per questioni di sicurezza poter entrare e verificare il contenuto ed eventuali altri corpi che non si esclude ci siano”, ha spiegato ancora Cardinali.

Da Bari, dove confluiranno le altre inchieste, l’altro Pm Volpe non esclude che il numero degli indagati (al momento sei) salirà ancora. Sui dispersi Volpe, come già aveva fatto il comandante del traghetto Argilio Giacomazzi, non risparmia una frecciata alla Grecia e spiega:

“La più ottimistica delle previsioni è di una decina di dispersi”. Il numero comunque “non supera le 10-15 unità”.

 “I numeri ufficiali sui dispersi – ha aggiunto – si potranno sapere quando la Grecia si deciderà a darci una lista d’imbarco attendibile, perchà la Grecia ha tempi molto molto lunghi”.

Gli indagati, al momento sono sei. Oltre al comandante Giacomazzi e all’armatore Carlo Visentin Ola Procura di Bari ha iscritto nel registro delle persone sottoposte a indagini altri quattro nomi. Si tratta del legale rappresentante della società noleggiatrice della nave, la greca Anek e il supercargo Fantakis Pavlos, dipendente della stessa ditta, incaricato dell’imbarco. È la medesima agenzia di trasporto marittimo coinvolta da un altro incendio, un mese fa. Il 30 novembre scorso, infatti, a 25 miglia da Brindisi, un rogo era divampato nella sala macchine dello Ierapetra L. diretto a Igoumenitsa.

Tra i nuovi indagati ci sono poi due membri dell’equipaggio della Norman Atlantic: Luigi Iovine, 45enne napoletano, primo ufficiale di coperta, e Francesco Romano, 56enne siciliano, secondo ufficiale di macchina, responsabile della sicurezza.

Giacomazzi, racconta il Corriere della Sera, aveva invece attaccato i greci accusandoli di non aver risposto alle richieste di soccorso. Il comandante, scrive il Corriere:

Ha raccontato che il fuoco ha raggiunto la sua cabina, che sono andati distrutti i documenti di bordo come il giornale nautico e che il fuoco è arrivato fino alla plancia di comando. Ha rievocato ore di angoscia e di attesa mentre si aspettavano i soccorsi, ha spiegato che dalla Grecia non sono arrivate risposte al suo chiedere aiuto. Quindi ha aggiunto: «Una cosa è la colpa nautica, un’altra quella commerciale». Riferendosi al fatto che la Anek, la compagnia di navigazione, possa aver fatto salire sul traghetto più persone e mezzi di quelli che risultavano dai documenti di bordo. Infine, ha definito i ruoli di ciascuno dei suoi uomini. E ha abbracciato l’ammiraglio che ha partecipato all’interrogatorio. Un abbraccio liberatorio, la conferma che non è solo una sua convinzione: lui ha fatto tutto per salvare la Norman Atlantic e il suo carico umano.

 

La Norman Atlantic arriva a Brindisi (Reuters/LaPresse)