Norveo Fedeli ucciso, giallo sul killer Michael Aaron Pang: cosa ci faceva a Viterbo?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 maggio 2019 12:45 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2019 12:49
Michael Aaron Pang, perché ha ucciso Norveo Fedeli a Viterbo?

Norveo Fedeli ucciso, giallo sul killer Michael Aaron Pang: cosa ci faceva a Viterbo?

VITERBO – Cosa ci faceva Michael Aaron Pang a Viterbo e perché ha ucciso nel suo negozio Norveo Fedeli? Questa la domanda a cui tentano di rispondere gli inquirenti chiamati a ricostruire l’omicidio del commerciante viterbese, trovato in una pozza di sangue nel suo negozio il 3 maggio da alcuni passanti. Pang, 22 anni e originario del Kansas, vive in Italia con una tedesca di 26 anni, in una casa messa a disposizione da un calabrese, con la figlia di lei e i loro gatti. 

Mauro Evangelisti sul Messaggero scrive che il giovane killer è nato a Seul ma cresciuto nel Kansas, l’ultima foto sui social risale al 2016, si è diplomato alla Blue Valley High School di Overland Park e viveva a Capodimonte. Pang avrebbe ucciso il commerciante a colpi di sgabello e con ferocia per qualche jeans e un conto non pagato da 600 euro. Un personaggio difficile da comprendere e svelare, che girava in bermuda e sneaker anche quando faceva molto freddo e non parla italiano, tanto da affidarsi a Google Translate anche per la spesa quotidiana. Una signora al giornalista del Messaggero dice: “Lo guardavi e non capivi cosa fosse venuto a fare qua, sembrava un marziano, ma innocuo. Ecco, se devo dirla tutta, un bamboccione”. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, eseguita dai video delle telecamere di sicurezza, Pang la mattina di venerdì è arrivato a Viterbo, è entrato nel negozio di Fedeli e dopo che la sua carta è stata respinta l’ha ucciso. I carabinieri lo hanno trovato con gli abiti insanguinati e i vestiti presi dal negozio. Ora gli investigatori devono capire perché il giovane si trovava in Italia e che rapporti aveva con la ragazza tedesca con cui vive. I vicini dicono a Evangelisti: “Se i due stiano insieme davvero non lo sappiamo, lei ogni tanto usciva, andava in pizzeria, cercava il gatto, ma soprattutto pensava alla bambina, la portava a Roma al Bambino Gesù, è magra magra”. Un ruolo, quello della donna, che gli investigatori devono ancora comprendere. Una storia di violenza e omicidio che per il momento resta senza una spiegazione, solo con un presunto colpevole. (Fonte Il Messaggero)