Novara, papà bimbo ucciso: “Non ho pace, me l’hanno portato via due volte” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 maggio 2019 12:42 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2019 15:34
Novara, Leonardo Russo ucciso da madre e compagno. Parla il padre

Novara, il papà del bimbo ucciso: “Non ho pace, me l’hanno portato via due volte”

NOVARA – Il bimbo di quasi due anni morto in ospedale a Novara era stato picchiato e non era la prima volta. Mouez Ajouli, il padre del piccolo Leonardo Russo, non si dà pace: “Me lo hanno portato via due volte”. Il bimbo infatti era stato affidato alla ex compagna Gaia Russo, che insieme al nuovo compagno Nicolas Musi però in più occasione aveva maltrattato il piccolo. “Il corpo era martoriato, lo picchiavano da tempo”, ha detto il procuratore di Novara.

Lo scorso giovedì 23 maggio la chiamata al 118, il bimbo non stava bene dopo una caduta accidentale dal lettino. Questa la versione fornita da Gaia Russo, madre di Leonardo, e dal suo compagno. Arrivato all’ospedale di Novara, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso e segnalare che qualcosa nella loro versione non tornava. Leonardo era stato picchiato e l’allarme, secondo le perizie dei medici, è stato dato con cinque giorni di ritardo, come riferisce il procuratore. 

Ora il papà di Leonardo in una intervista a Repubblica racconta che non si dà pace. L’uomo era stato allontanato dal piccolo, che aveva il cognome della mamma, perché considerato una persona non raccomandabile. “Ma ero davvero io il cattivo?”, chiede ora l’uomo che ha perso il figlio e si è chiuso nella sua casa fuori Novara disperato.

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Mouez ha raccontato al quotidiano: “Non mi reggo più in piedi dal dolore. Ho provato ad andare a casa, in ospedale, a casa della mamma di lei, chiamo e non mi risponde nessuno… Mi stanno tutti tenendo fuori da questa storia e io soffro tantissimo. Mi vengono in mente tutte le cose che facevamo assieme, quando giocavamo, quando uscivamo assieme. Lo faceva impazzire ascoltare una canzoncina, “Volevo un gatto nero”, e io tutte le volte gliela mettevo sul telefonino e gliela facevo sentire. Lui era contentissimo, provava a cantarla e a ricordarsi le parole. Gli volevo un bene pazzesco…”.

Poi spiega perché era stato allontanato dal bimbo e non porta il suo cognome: “È stata una scelta fatta da me e Gaia per il bene del bambino. Io ho avuto qualche problema con la legge e mi sono stati tolti due figli che avevo avuto prima di Leo. Non volevo che mi togliessero anche lui. Anche se poi è accaduto lo stesso”. E aggiunge: “A un certo punto della nostra storia Gaia ha iniziato a dirmi che gli assistenti sociali le avevano consigliato di allontanarsi da me, perché ero una persona con qualche precedente e cose di questo tipo. Anche la famiglia di lei è sempre stata contraria alla nostra storia. Alla fine ci siamo lasciati ma continuavamo a frequentarci”.

Dopo la separazione, il papà ha continuato a vedere il bimbo ma le cose sono cambiate quando è arrivato il nuovo compagno, che era troppo geloso: “Anche Gaia poi ha iniziato a minacciarmi di stare lontano, altrimenti non mi aver ebbe più fatto vedere il bambino. E anche quando vedevo Leo, non era più come prima. L’ultima volta è stato due settimane fa, ma c’era anche quell’altro e non mi sono potuto fermare. Leo è venuto solo a darmi un bacio poi è tornato da sua madre. Ed è l’ultima volta che l’ho visto”.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Aleander Jakhnagiev