Nubifragio in Alto Adige, fiume di fango a Moena: 50 sgomberati e strade chiuse

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2018 23:40 | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018 9:34
Nubifragio in Alto Adige, fiume di fango a Moena: 50 sgomberati e strade chiuse

Nubifragio in Alto Adige, fiume di fango a Moena: 50 sgomberati e strade chiuse (Foto Ansa)

TRENTO – Le piogge eccezionali che nel pomeriggio di martedì 3 luglio hanno flagellato gran parte del Trentino-Alto Adige hanno lasciato dietro di sé danni e disagi alla circolazione. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La zona maggiormente colpita dalle piogge è stata la bassa valle di Fassa ed in particolare l’abitato di Moena.

Un temporale di tipo autorigenerante ha colpito la zona nel pomeriggio. L’acqua ha invaso il centro del paese nel tardo pomeriggio, verso le 18, creando in breve un vero e proprio torrente di fango, alimentato anche dall’esondazione del rio Costalunga. Smottamenti si sono registrati anche lungo la circonvallazione, provocando il blocco della circolazione.

A scopo precauzionale una cinquantina persone tra Moena e il passo San Pellegrino sono state evacuate dalle proprie abitazioni, parzialmente allagate. Le persone sono state accolte nella Scuola di Moena e hanno cenato presso un albergo. Il rifugio Taramelli, in val Monzoni a Pozzo di Fassa, è isolato. Al suo interno si trovano 13 persone, tra escursionisti e personale.

Le immagini radar della Protezione Civile del Trentino hanno evidenziato una zona circolare, con un raggio di 6 chilometri, sopra l’abitato di Moena, in cui si sono concentrate le precipitazioni con circa 130 millimetri di pioggia..

Accertata l’eccezionalità dell’evento meteo è stata tempestivamente attivata la Sala Operativa della Protezione civile del Trentino, coordinata dal Dipartimento della Provincia autonoma e con la partecipazione – tra gli altri – dei corpi dei vigili del fuoco, le strutture della Provincia e geologi, che hanno così reso possibile la gestione dell’emergenza e gli interventi sul territorio. Il temporale, di tipo “autorigenerante”, ha investito un’area di circa 150 chilometri quadrati e, come confermano i meteorologi, è stato un evento non prevedibile, sia come tempistica che come localizzazione.