Nunziatura Apostolica: trovate altre ossa, identificazione più facile. E’ Emanuela Orlandi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2018 13:12 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2018 8:13
Nunziatura Apostolica: trovati altri frammenti di ossa, identificazione più facile

Nunziatura Apostolica (Ansa)

ROMA – Trovati altri frammenti di ossa che potrebbero essere utili per l’identificazione, rendendola più facile e capire se siano effettivamente quelle di Emanuela Orlandi. Questo è quanto emerge dal nuovo sopralluogo dei poliziotti della Squadra Mobile e della polizia scientifica martedì mattina nella Villa Giorgina della Nunziatura Apostolica. 

Il nuovo sopralluogo della polizia è stato effettuato d’intesa con la Procura di Roma e l’Autorità Vaticana per cercare altri elementi utili all’identificazione delle ossa ritrovate nei giorni scorsi nella sede della Nunziatura di via Po a Roma. Al momento non è stato ancora possibile stabilire con certezza il sesso e l’età di chi appartengano. Gli investigatori hanno continuato a scavare nell’area trovando altri frammenti di ossa.

Quel che è certo è che non possono essere della moglie del custode Pino, le ossa ritrovate in una dependance della Nunziatura Apostolica di via Po a Roma. A chiarirlo è la trasmissione Chi l’ha Visto? dopo le ipotesi circolate sulla presunta scomparsa della donna che ha alloggiato in quella casa negli anni Sessanta. 

La donna, precisa in una nota la redazione di Chi l’ha visto?, non è scomparsa e dunque i “resti non possono essere suoi”. A sostegno di tale ipotesi si era anche parlato di frequenti litigi fra il custode e sua moglie che avrebbero potuto sfociare in un ipotetico omicidio. 

Per avere qualche certezza sul caso bisognerà aspettare ancora, forse anche meno di una settimana. Intanto però dai primi esami della Polizia Scientifica, qualche elemento di novità è emerso: le ossa non sarebbero in pessime condizioni e, dunque, dovrebbe essere possibile estrarre la matrice del Dna e compararlo con quello dei familiari di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

La conferma arriva dal professor Giovanni Arcudi, direttore di Medicina Legale dell’Università di Roma Tor Vergata e perito nominato dal Vaticano, che assieme al dirigente medico della Polizia Enza Livieri ha cominciato ad esaminare i resti nei laboratori della Direzione anticrimine centrale a Roma.

“Ad un primo esame non sembrano troppo degradati, anche se sono stati interrati in un terreno umido. Ma lo sapremo con certezza solo dopo aver pulito le ossa”, ha spiegato, indicando poi i successivi passaggi: “Ora dobbiamo pulire, catalogare e ricomporre le ossa. A seconda dello stato di conservazione, potremo fare delle ipotesi su quando sono state interrate, età, sesso e altezza della vittima”.