Nuoro: solo i maschi possono diventare ministranti. Ma non tutti sono d’accordo

Pubblicato il 18 maggio 2010 10:21 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2010 10:21

La cattedrale di Nuoro

La Chiesa nuorese si interroga sui ministranti di sesso femminile. E si levano voci contro e voci a favore sulla presenza delle bambine nell’altare. Don Antonio Sedda, parroco della chiesa di San Francesco a Nuoro, si schiera a favore della tradizione e sostiene che le bambine non possano diventare chierichette. «C’è una precisa indicazione della Conferenza Episcopale – dice il sacerdote – che afferma che il servizio all’altare, in particolare durante la celebrazione eucaristica, è riservato ai maschi. Questo non significa che le femminucce non possano avere un ruolo nell’ambito della liturgia, ma dovranno limitarsi a cantare, fare le letture, e ancora distribuire i libretti, rimettere in ordine dopo la funzione…».

L’altare resta dunque precluso, ma per le bambine resta la possibilità di avere altri ruoli all’interno della liturgia. Se alcune ormai ex chierichette hanno accettato le disposizioni del parroco, altre invece hanno punto i piedi. Ma il parroco non vuole sentire parlare di declassamento. «Non c’è alcun declassamento, si tratta solo di un diverso servizio. Un ridimensionamento è stato necessario proprio perché, dopo una iniziale apertura in via sperimentale, si è poi assistito a un ingresso in massa delle femminucce».

Anche a Orotelli, piccolo centro alle porte di Nuoro, il parroco ha preso la stessa decisione adottata nel capoluogo. «È bene dare spazio solo ai maschi – spiega don Ruggero Bettarelli – perché quello del ministrante è uno spazio di potenziale vocazione per il sacerdozio, possibilità che è invece preclusa alle ragazze. Ma c’è anche un altro problema, che occorre valutare sotto questo profilo: nella prima infanzia, che è l’età in cui i bambini diventano ministranti, accade facilmente che i maschietti non si sentano a proprio agio nello svolgere il servizio con le coetanee, e questo molto spesso può portare a un allontanamento dei ragazzini, il che, per quanto riguarda le vocazioni, è un male».

A Irgoli, altro centro della provincia di Nuoro, il parroco preferisce invece le pari opportunità. Nella sua parrocchia ci sono infatti sedici chierichetti, metà maschi e metà femmine. E dà una diversa interpretazione del documento citato dal parroco nuorese. «L’indicazione della Conferenza dice che “preferibilmente” è meglio dare spazio ai ragazzi, ma non esclude certo le bambine. Io vedo con quale impegno prestano il loro servizio, e allora mi chiedo: perché emarginarle? Mi sembra una forma di discriminazione».