Nuove Br chiamano i No tav. Lunedì si buca la montagna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 18:02 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 19:37
Nuove Br chiamano i No tav. Lunedì si buca la montagna

(Foto Lapresse)

TORINO – Le nuove Br chiamano i No Tav: “Il movimento deve compiere un altro salto in avanti, politico organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”. Il messaggio porta la firma di Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, chiusi in carcere. Un vero e proprio appello alle “armi” che arriva nel giorno in cui il governo annuncia l’invio di 200 soldati in Val di Susa per “evitare scontri” in questo week end ad alta tensione. Lunedì, infatti, si scaverà il tunnel.

Ci sono delle “simpatiche consonanze” fra i No Tav imputati nel maxi processo di Torino e “la nostra dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici”, hanno scritto Davanzo e Sisi, riferendosi alla linea difensiva scelta dai militanti chiamati a giudizio davanti al tribunale subalpino per gli scontri del 2011 con le forze dell’ordine.

LA REPLICA DEI NO TAV –  Alberto Perino, uno dei portavoce dei No Tav, premette di parlare a titolo personale e poi afferma: “Respingo al mittente il messaggio inviato da queste due persone, che non conosco. Il nostro è un movimento contro un’opera e contro un modello di sviluppo, non abbiamo nulla a che vedere con le Br. Non ho nulla da spartire con questa gente e credo neanche il movimento”. E ancora, sottolinea Perino, “chi pensa che i No Tav abbiano a che fare con queste persone è un provocatore e merita di essere mandato a quel paese”.

IL COMMENTO DI ALFANO – “Lo Stato fa lo Stato. La Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino”, è stato il commento del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Oggi, con l’invio in Val di Susa di altri 200 militari, rafforziamo i contingenti che proteggeranno l’avvio dei lavori della ‘talpa’”, la macchina che dovrà scalare il tunnel.

ALFREDO DAVANZO E VINCENZO SISI – Sisi e Davanzo furono arrestati nel 2007 con l’accusa di far parte del Pcpm – Partito comunista politico-militare. Il documento in cui compare la loro firma si intitola ‘Contro la repressione, nuova determinazione’, e, fra l’altro, parla anche del movimento No Tav, di cui sottolinea “la valenza antagonista di portata generale”.