Nuove Br, Ichino: “Io sono ancora in pericolo”

Pubblicato il 28 Maggio 2012 10:50 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2012 11:23

MILANO – Pietro Ichino si è presentato lunedì 28 maggio in aula nel processo milanese alla cosiddette 'nuove Br', nel quale è parte civile, perché sarebbe stato uno degli obiettivi del gruppo.

Ichino ha preso la parola per spiegare che gli imputati hanno sempre rifiutato la sua ''proposta di dialogo'', senza riconoscere ''il diritto a non essere aggrediti''. Il professore ha inoltre chiarito che anche per questo rifiuto lui è ancora in una situazione ''di pericolo''.

Il giuslavorista e senatore del Pd ha preso la parola davanti ai giudici per leggere una breve memoria scritta. ''Intendo solo ricordare – ha spiegato Ichino – che sin dal primo grado di giudizio ho offerto a tutti e a ciascuno degli imputati la mia rinuncia alla costituzione di parte civile e quindi al risarcimento dietro il riconoscimento in qualsiasi forma del diritto a non essere aggrediti''.

Nessun imputato però, ha aggiunto Ichino, ''ha risposto a questa proposta di dialogo''.

Il giuslavorista inoltre ha ricordato che nel 2006 lui non era a conoscenza del presunto progetto di attentato da parte dei presunti appartenenti alle 'nuove Br' e che in quel periodo aveva chiesto al ministero la rimozione della protezione.

Il ministero, ha spiegato ancora, aveva trasmesso la domanda al prefetto, il quale ''mi informo' delle indagini in corso e mi disse che non era opportuno rinunciare alla protezione''. Questa situazione di pericolo, ha concluso il senatore, ''a tutt'oggi non è cessata, anche per il rifiuto degli imputati alla mia proposta di dialogo e così io oggi non posso che circolare in una macchina blindata''.