Nuove navi per flotta Marina, 5,5 mld, ma non sono sufficienti

Pubblicato il 7 Maggio 2015 19:13 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2015 19:13
Navi della Marina

Navi della Marina

ROMA – Le navi che saranno realizzate da Fincantieri e Finmeccanica – 6 pattugliatori polivalenti d’altura (e altri quattro opzionali), una nave logistica e una anfibia, per un totale di circa 5 miliardi e mezzo di euro – fanno tirare un sospiro di sollievo alla Marina militare, alle prese con una flotta ormai vecchia e usurata, ma non bastano per completare quel “Programma navale d’emergenza” che la Forza armata ritiene necessario per adempiere ai sempre più gravosi compiti istituzionali.

In un documento dello Stato maggiore intitolato “Prospettive e orientamenti di massima della Marina Militare per il periodo 2015-2025” si sottolinea come per completare il programma decennale d’emergenza siano necessari altri finanziamenti per dotare la flotta di altre navi e altri velivoli.

Nel dossier viene fatta un’ampia analisi geopolitica ed economica da cui emerge la “centralità” del Mediterraneo per gli interessi nazionali: per l’Italia “che occupa una posizione baricentrica nella regione, con una frontiera sicura a Nord e una ‘liquida’ e insicura a Sud, il mare è l’elemento fondamentale da cui dipendono significativamente la propria sicurezza, economia e prosperità”.

Dunque, “il libero uso del mare deve essere garantito, prevenendo e contrastando efficacemente tutti i rischi e le minacce”. Alla luce di tutto ciò serve una Marina in grado di assicurare “una costante quanto gravosa azione di presenza, sorveglianza e rapido intervento”, ma oggi la Forza armata “non è più in grado di garantire questo ruolo in quanto la Flotta – già usurata, sottodimensionata e in parte obsoleta – continua a ridursi e, a breve, perderà la capacità di svolgere i propri compiti istituzionali”.

In questo contesto il completamento, in dieci anni, del Programma navale di emergenza è “ineludibile per preservare la capacità marittima nazionale”. Si tratta di un programma iniziato con la legge di stabilità 2014 – che ha stanziato finanziamenti per complessivi 5,5 miliardi euro, riguardanti le navi di cui giovedi è stata annunciata la costruzione – e che prevede entro il 2016 un ulteriore finanziamento di circa 5 miliardi di euro per altri 10 pattugliatori d’altura (ridotti a sei qualora vengano realizzati gli ulteriori 4 in opzione con la legge di Stabilità 2014), un’altra nave anfibia, un’altra unità logistica, 10 cacciamine veloci, due sommergibili di nuova generazione, una unità idro-oceanografica e, attraverso un successivo finanziamento, l’ammodernamento delle linee di volo a supporto della flotta con 16 elicotteri pesanti, 9 convertiplani e 13 velivoli a pilotaggio remoto.

Secondo la Marina, il programma “non comporterà alcun potenziamento, bensì una riduzione della consistenza attuale dello strumento marittimo di circa il 20%, garantendo comunque uno strumento più adatto alle effettive esigenze odierne e più economico da gestire”. Importanti, poi, le “ricadute positive”, non solo dal punto di vista operativo, ma anche economico, grazie al “rilancio di una realtà industriale d’eccellenza italiana” che consentirà “la tutela dei livelli occupazionali, evitando il ricorso alla cassa integrazione per circa 10.000 lavoratori”.