Nutella: Friuli contro dialettichette. Da Udine a Trieste…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2015 12:49 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2015 12:49
Nutella: Friuli contro dialettichette. Da Udine a Trieste...

Agnese Renzi e figlia con Nutella all’Expo (foto Ansa)

UDINE – Con una sola mossa di marketing, Nutella (anzi Ferrero, che è l’azienda che produce la crema spalmabile) è riuscita a scontentare un’intera regione: da Udine a Trieste, passando per Gorizia, non c’è un friulano che abbia preso bene le nuove dialettichette dei vasetti più famosi d’Italia. Si tratta di etichette personalizzate con 165 dialetti di tutta Italia rappresentati.

Greta Sclaunich sul Corriere della Sera racconta: A Udine e Pordenone si lamentano perché il friulano è una lingua e non un dialetto. Poi, in pianura, perché una delle espressioni è tipica della parlata delle montagne. A Gorizia criticano la scelta di inserire la provincia nell’Area 8, quella dei dialetti veneti: gran parte dei comuni (15 su 25) sono friulanofoni e non venetofoni. Fosse stato scelto il friulano, e quindi l’Area 3, probabilmente si sarebbero lamentati i restanti dieci comuni. Finito? No. Anche a Trieste, finita in Area 8, gli scontenti non mancano: la città conta una sola espressione delle sei messe a disposizione dalla Ferrero.

Sclaunich poi racconta anche perché i puristi della lingua hanno arricciato il naso: A Trieste, per esempio, si sottolinea che l’unica espressione che può essere interpretata come tipica della città è «femo festa!»: «suona» come triestino, ma non è particolarmente utilizzata nella vita di tutti i giorni. Nell’area del friulano, invece, c’è chi punta il dito sugli errori, da «biel et bon» (dove la «et» dovrebbe essere una «e») a «figòt» (parola dove non va l’accento). E poi c’è quel «pulìt» che si usa solo in una piccola area. Ma non solo: la pagina Facebook della testata in friulano «La Patrie dal Friul» ha diffuso sul social un grafico in cui segnala, punto per punto, tutti gli errori della Ferrero.