Stop agli occhiali 3D “riciclati”: consentiti solo quelli monouso, ma non ai minori di 6 anni

Pubblicato il 17 Marzo 2010 10:31 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2010 10:31

Rischio infezioni e dermatiti al cinema? Ci ha pensato il ministero della Salute che ha dato lo stop agli occhialini usati da tutti in sala per i film 3D e ha disposto l’uso obbligatorio di quelli monouso. Restano penalizzati gli spettatori più piccoli: i minori di 6 anni non potranno indossarli.

«Abbiamo dato seguito al parere del Consiglio Superiore di Sanità – dice il ministro Ferruccio Fazio – Il fenomeno è esploso da quando sono in circolazione pellicole come Avatar e Alice. Era necessario assumere decisioni rapide. Ora valuteremo come comportarci con gli occhialini privi del marchio CE della comunità».

Una bimba di tre anni si era sentita male a Milano lunedì, dopo aver visto “Alice in wonderland” e la questione era arrivata prima al Codacons e poi è approdata sul tavolo del ministero perché i bambini non hanno ancora sviluppato a pieno la visione binoculare.

C’è anche un altro aspetto che i tecnici dei ministeri della e dello Sviluppo economico dovranno affrontare: gli occhialini dovranno essere rigorosamente dotati della certificazione europea, dopo le denunce dei rischi per la salute fatte dal Codacons.

«Siamo i primi ad aver introdotto queste limitazioni e credo che presto altri Paesi seguiranno il nostro esempio. Il parere è stato elaborato da noti esperti», spiega Fazio.

Mario Stirpe, presidente della Fondazione Bietti, aggiunge: «Gli occhialini hanno lenti polarizzate creano un’illusione stereoscopica. L’oggetto, in questo caso il film, viene guardato da due angolature diverse per cui il cervello riceve immagini dissociate. Da qui la percezione del rilievo».