Odevaine: “Francesco Totti pagò vigili per proteggere figli”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Novembre 2015 - 19:16 OLTRE 6 MESI FA
Odevaine: "Francesco Totti pagò vigili per proteggere figli"

Luca Odevaine

ROMA – Secondo Luca Odevaine, Francesco Totti avrebbe pagato in nero alcuni vigili romani per proteggere i suoi figli. E’ il particolare emerso nel corso dell’interrogatorio all’ex vice capo di gabinetto dell’ex sindaco Veltroni ora imputato nel processo Mafia Capitale. “È vero, dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli del calciatore romano – ha affermato Odevaine – ma lo facevano fuori dall’orario di lavoro e venivano pagati in nero dallo stesso Totti”.

“L’esigenza -ha precisato poi Odevaine, rispondendo alle domande del pm Paolo Ielo – era nata dal fatto che era giunta voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti. Ne parlai con il Colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della genesi e della natura della notizia, convenne con me che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che si poteva trovare un modo per provvedere”.

Odevaine ha parlato anche degli appalti, del “sistema Buzzi”, sotto la giunta Alemanno.

“La destra non aveva soggetti economici di riferimento, dunque l’amministrazione Alemanno, nel giro di qualche anno, individuò nel ‘sistema Buzzi’ il riferimento nel settore del sociale per l’aggiudicazione dei lavori”, ha detto Luca Odevaine, già appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo.

Il verbale è stato depositato il 5 novembre scorso agli atti del processo. Odevaine, da qualche giorno agli arresti domiciliari dopo una detenzione nelle carceri di Torino e di Terni, fornisce la propria versione di quando, nell’aprile 2008, divenne primo cittadino Gianni Alemanno: “Il nuovo sindaco – si legge nel verbale – mi chiese di rimanere fino a luglio. Nella sostanza mi resi conto che egli non credeva di vincere e quindi non aveva una classe dirigente pronta al governo della città. Io accettai e in tale periodo egli mi presentò Riccardo Mancini e l’onorevole Vincenzo Piso, indicandomeli come interlocutori per suo conto per tutte le questioni di mio interesse”.

“Nella gestione del comune, Mancini e Piso mi dissero di voler inserire nei ruoli apicali e dirigenziali persone che, a prescindere dalla loro competenza e dalla competenza di chi in precedenza rivestiva quei ruoli, fossero di loro fiducia”.