Olio di semi spacciato per extravergine di oliva: arresti tra Toscana e Puglia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2019 9:29 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2019 9:29
Olio di semi spacciato per extravergine di oliva: arresti tra Toscana e Puglia

L’olio extravergine di oliva (fonte ANSA)

FIRENZE – Olio di semi reso simile all’olio extravergine di oliva con l’aggiunta sostanze come clorofilla e betacarotene ottenendo un alto profitto illecito. Così una frode scoperta dal Nas di Firenze tra Toscana e Puglia che ha portato all’arresto ai domiciliari di due persone a Cerignola (Foggia) e a Montespertoli (Firenze) per riciclaggio e ricettazione di ingenti quantità di olio di semi etichettato fraudolentemente come olio extravergine di oliva.

Ad altri due soggetti di Impruneta e Castelfiorentino è stato notificato il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per 6 mesi.

Nell’inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze, ci sono altri 10 indagati (totale 14) tra cui sette prestanome. Le indagini sono state nelle province di Barletta-Andria-Trani, Firenze, Foggia, Pescara, Pisa e Prato. L’olio di semi veniva modificato con sostanze non dannose per la salute in Puglia e immesso nei circuiti commerciali toscani del settore alimentare (bar, ristoranti, panifici, grossisti). 

Nelle indagini del Nas di Firenze, a cui hanno collaborato il Nas di Foggia e i carabinieri dei comandi provinciali di Firenze e Foggia oltre a personale dell’Istituto Centrale Repressione Frodi, è stato documentato il flusso di 50 tonnellate di olio sofisticato di cui sono state sequestrate 16 tonnellate per impedirne l’illecita commercializzazione. Inoltre, sono stati individuati i depositi dove l’olio veniva stoccato in attesa di essere venduto. Tra gli interventi c’è stato il sequestro a Firenze di un autocarro con 5.500 litri di olio modificato mentre andava a rifornire un’attività della ristorazione.

Sempre le indagini del Nas avrebbero riscontrato che i presunti prestanome indagati avrebbero contribuito a sviare le indagini, in particolare avendo permesso l’uso del marchio di loro società, peraltro risultate inesistenti o non più operative, da parte dell’arrestato di Cerignola che realizzava materialmente la sofisticazione e il confezionamento di lattine e bottiglie di olio apponendo le etichette di quelle stesse società. (fonte ANSA)