Olio di soia spacciato per extravergine: 24 arresti, venduto anche a rinomati ristoranti

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 maggio 2019 14:56 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2019 14:56
Olio di soia spacciato per extravergine: 24 arresti, venduto anche a rinomati ristoranti

Olio di soia spacciato per extravergine: 24 arresti, venduto anche a rinomati ristoranti

FOGGIA – Vendevano olio di semi di soia addizionato con clorofilla spacciandolo per olio extravergine di oliva. Per questo 24 persone sono finite in manette, 14 in carcere e 10 ai domiciliari, tra l’Italia (Cerignola, San Severo e Lavello) e la Germania. L’olio contraffatto, spiegano i carabinieri, veniva rivenduto in gran parte d’Italia, anche a rinomati ristoranti, e in Germania, applicando prezzi molto più bassi e concorrenziali rispetto all’effettivo valore di mercato. Un’operazione redditizia se si pensa che una bottiglia di finto extravergine costava 1,20 euro al litro e veniva rivenduta sul mercato tra i 5 e i 10 euro al litro. 

A quanto si apprende, gli indagati avevano creato delle società fittizie con annessi frantoi inesistenti nei quali sostenevano di produrre olio d’oliva extravergine. I carabinieri del Nas di Foggia, coordinati dalla Procura dauna, hanno però accertato che si trattava di olio di semi di soia addizionato con clorofilla e betacarotene. All’operazione hanno partecipato più di 250 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unità dell’Arma territoriale, con la collaborazione di personale di polizie straniere. “Oro giallo”, sostengono gli inquirenti, rappresenta una delle più rilevanti indagini svolte negli ultimi anni nel contrasto di fenomeni criminali operanti nella produzione e commercializzazione di olio extravergine di oliva sofisticato e contraffatto, perpetrati anche con proiezione transnazionale in Paesi dell’Unione europea.

I provvedimenti giudiziari connessi all’indagine hanno portato al sequestro di due immobili e di un’azienda olearia, dei mezzi di autotrasporto riconducibili al sodalizio (tra cui 6 autotreni, dei quali due in territorio tedesco), e di oltre 150mila litri di olio sofisticato per un valore commerciale in un milione e 200mila euro. Le persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari genuine come non genuine, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.

Base logistica dell’organizzazione era un frantoio di Cerignola (Foggia), regolarmente autorizzato, utilizzato per la sofisticazione. Al titolare dell’oleificio e capo del sodalizio gli associati si rivolgevano per acquistare l’olio di semi già sofisticato da poter rivendere tal quale, o per acquistare olio di semi da sofisticare in autonomia mediante l’aggiunta di verdone, ovvero una miscela con altissima concentrazione di clorofilla. Le attività di sofisticazione e confezionamento da parte degli associati avvenivano in magazzini o depositi di fortuna, privi di qualsiasi garanzia di igiene.

Dalle indagini è emerso inoltre che il principale indagato ha acquistato milioni di litri d’olio di semi da una multinazionale con sede nel Nord Italia: due volte a settimana l’olio di semi veniva portato a Cerignola. Alcuni carichi di olio contraffatto finivano in Piemonte, in Lombardia e in Emilia Romagna. Invece gli indagati con maggiore potere economico effettuavano trasporti quindicinali in Germania, fino a 23mila litri per ogni spedizione. Giunto in Germania, l’olio veniva depositato in aziende specializzate in logistica per la successiva distribuzione a ristoranti o nella grande distribuzione tedesca, oppure con un collaudato sistema del porta a porta. In Germania era presente anche una importante rete costituita da piazzisti, e che forniva il supporto logistico e commerciale ai sofisticatori italiani procurando anche alloggi durante il soggiorno. (Fonte: Ansa).