Duplice omicidio in un agrumeto nella Piana di Catania: fermato il guardiano del fondo

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Febbraio 2020 12:39 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2020 12:39
Duplice omicidio in un agrumeto nella Piana di Catania: fermato il guardiano del fondo

Duplice omicidio in un agrumeto nella Piana di Catania: fermato il guardiano del fondo (Foto Ansa)

CATANIA  –  Un uomo di 42 anni, Giuseppe Sallemi, di Lentini (Catania), è stato arrestato con l’accusa di duplice omicidio e tentato omicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla uccisione di Massimo Casella, 47 anni, e Agatino Saraniti, 19 anni, in un agrumeto in contrada Xirumi, nella Piana di Catania, domenica notte. 

“È stato eseguito il fermo dall’autorità giudiziaria del soggetto che ha ammesso di aver sparato ed ha fornito la sua versione dei fatti”, ha spiegato il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, sul duplice omicidio e il tentato omicidio. Una terza persona, infatti, Gregorio Signorelli, 36 anni, si trova ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Garibaldi di Catania. 

Sallemi è il guardiano del fondo in cui si è consumato il duplice omicidio. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Andrea Palmieri, che ha coordinato le indagini, Massimo Casella, e Agatino Saraniti e Gregorio Signorelli si sarebbero recati nelle campagne al confine tra le province di Siracusa e del capoluogo etneo per rubare arance. Un sospetto che sarebbe avvalorato, secondo la tesi della procura, dal ritrovamento di un furgone carico di agrumi.

I tre, secondo questa ricostruzione, sarebbero stati sorpresi dal guardiano del fondo che dopo un alterco avrebbe esploso diversi colpi con un fucile da caccia che è stato sequestrato dagli agenti della squadra mobile di Catania che hanno trasferito Sallemi in carcere nel capoluogo etneo.

“Sono stato io a sparare, l’ho fatto da solo, ma non volevo uccidere alcuna persona, volevo solo intimorirli. Qui i furti avvengono giornalmente…”: queste le parole che avrebbe detto, secondo quanto riferisce l’Agi, Sallemi alla polizia. L’uomo, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, secondo una ricostruzione della Squadra mobile di Catania avrebbe fatto fuoco con un fucile almeno sei volte, stando al ritrovamento delle cartucce esplose, contro coloro che riteneva ladri di arance. Avrebbe dunque caricato l’arma almeno tre volte.

Coldiretti: “Furti di arance sono una piaga sociale”

“La recrudescenza di furti di arance, di ortaggi, di mezzi, è una piaga sociale che, sulla base del rapporto sulla criminalità in agricoltura, a livello nazionale determina un bottino di circa 300 milioni di euro all’anno che finisce sul mercato nero ed alimenta i canali dell’abusivismo e dell’illegalità”. E’ il commento di Coldiretti Sicilia, che esprime cordoglio e preoccupazione per la sparatoria avvenuta nelle campagne della Piana di Catania.

“Gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti Sicilia – sono vittime di ogni genere di furti, dai prodotti agricoli alle attrezzature fino agli animali con una escalation di fenomeni criminali che colpisce e indebolisce il settore ma mette a rischio anche la salute dei cittadini con l’immissione in modo abusivo. Basta percorrere le strade della periferia o delle città per vedere una vera e propria galleria degli orrori con tonnellate di prodotti offerti a pochi centesimi su bancarelle fatiscenti o spesso ammassati in cofani di auto luridi. Noi investiamo nella qualità e poi questa qualità viene svenduta a causa di un sistema illegale che alimenta un fenomeno ogni anno più inquietante che deruba gli imprenditori onesti”.

Per Coldiretti si tratta di lavorare “per il superamento della situazione di solitudine, invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando l’utilizzo delle nuove tecnologie per favorire il controllo capillare del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini che vivono nelle aree rurali. Va contrastato con maggiore forza e determinazione il sistema della vendita abusiva, vanno potenziate le forze dell’ordine, le uniche che possono agire in difesa”. (Fonti: Ansa, Agi)