Omicidio Aldrovandi, poliziotti condannati tornano in servizio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 19:52 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 19:53
Omicidio Aldrovandi, poliziotti condannati tornano in servizio

Federico Aldrovandi

FERRARA –  Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto, i poliziotti condannati per l’omicidio colposo di Federicoa Aldrovandi, sono tornati in servizio, anche se solo con ruoli amministrativi. Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, lo ha confermato rispondendo ad un’interrogazione presentata dal Movimento 5 stelle. 

Il motivo del reintegro è la “natura non dolosa della condotta”, che ha giustificato la sanzione disciplinare della sospensione del servizio anziché quella più grave della destituzione.

Rispondendo all’interrogazione dei deputati grillini Vittorio Ferraresi e Paolo Bernini, il ministero dell’Interno ha anche reso noto che

“tre agenti sono stati trasferiti, per motivi di opportunità e di incompatibilità ambientale, a seguito della pronuncia di condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Ferrara; mentre l’assistente capo Monica Segatto era già stata trasferita a domanda prima della sentenza”.

Il sovrintendente Paolo Forlani presta servizio alla polizia di frontiera di Tarvisio, gli assistenti capo Enzo Pontani e Monica Segatto in Questura e allo scalo marittimo-aereo di Venezia, l’assistente capo Luca Pollastri ha ripreso servizio alla questura di Vicenza, “svolgendo tutti compiti di carattere amministrativo”.

LA MORTE DI ALDROVANDI – Aldrovandi morì il 25 settembre 2005, a 18 anni. Quel giorno il suo corpo rimase in strada dalle 6 alle 11 di mattina, quando la polizia avvertì i genitori. Il giovane, scrive il presidente della commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi

“era sfigurato dalle percosse e sui suoi vestiti si aprivano larghe macchie di sangue. I poliziotti, poi condannati in via definitiva per eccesso colposo in omicidio colposo tentarono di depistare, dicendo che Federico si era ferito da solo sbattendo la testa contro i pali della luce. Eppure adesso sono tornati in servizio, dopo aver provocato ben 54 lesioni sul corpo di Federico portandolo alla morte”.