Omicidio Cesaretti: ripartono le indagini del delitto all’università

Pubblicato il 7 Dicembre 2011 20:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2011 20:47

ANCONA – Le indagini per l’omicidio, avvenuto nel 1998, della portiera di uno dei collegi universitari di Urbino, Floride Cesaretti, rimasto fino ad oggi impunito, potrebbero essere riaperte alla luce di nuove tecniche in grado di far luce su alcune tracce trovate sul corpo della donna. Della vicenda si occupera’ stasera la trasmissione ‘Chi l’ha visto’.

La Cesaretti, che aveva 47 anni, venne massacrata a colpi di badile intorno alle 3 di notte al Collegio del Colle. Nell’inchiesta della Procura di Urbino erano finite inizialmente nove persone, poi scagionate dalla prova del Dna. Fra loro c’era anche un dipendente dell’Ente regionale per il diritto allo studio. Per i nove sospettati era stata decisiva la comparazione del codice genetico individuale con quello di due capelli trovati fra le dita della vittima, che si era difesa fino all’ultimo lottando con l’aggressore.

Nel 2007 sembrava si fosse arrivati a una svolta, dopo che l’attenzione degli inquirenti si era appuntata su uno studente meridionale che all’epoca frequentava il collegio, pur non essendo ospite regolare. Ma anche questa pista si rivelo’ un vicolo cieco. L’inchiesta visse un momento di forte clamore quando si ipotizzo’ di sottoporre alla prova del Dna un migliaio di studenti universitari che gravitavano attorno al college.