Omicidio Fanella, Giovanni Battista Ceniti ricovero blindato: rischio ritorsioni

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Luglio 2014 18:48 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2014 18:48
Omicidio Fanella, Giovanni Battista Ceniti ricovero blindato: rischio ritorsioni

Giovanni Battista Ceniti in ricovero blindato: rischio ritorsioni

ROMA – Giovanni Battista Ceniti, il ragazzo di Verbania rimasto ferito nella sparatoria della Camilluccia, a casa di Silvio Fanella, è stato messo in ricovero blindato: il giovane è controllato 24 ore su 24 perché si temono ritorsioni.

Il 29enne con un passato tra le fila di Casapound, che a Roma non aveva praticamente mai messo piede fino a giovedì scorso quando è rimasto ferito nel corso dell’agguato, è accusato di omicidio volontario e sarà interrogato in settimana dagli inquirenti che cercano di far luce sulla morte dell’ex cassiere di Gennaro Mokbel. Il rischio, secondo chi indaga, è che possa esserci qualcuno che abbia intenzione di farlo tacere per sempre.

La situazione clinica dell’ex militante di Casapound resta complessa ma i pm Paolo Ielo e Francesco Cascini presto si recheranno nel reparto di chirurgia generale del policlinico Gemelli, dove l’uomo è ricoverato, per cercare di ottenere informazioni sui complici ed eventuali mandanti del tentato sequestro sfociato nel sangue.

Si indaga principalmente negli ambienti legati all’estrema destra. Lo stesso ambiente dal quale proviene Ceniti. Anche se il presidente di CasaPound, Gianluca Iannone, ci tiene a prendere le distanze:

“Le ricostruzioni fantapolitiche sul delitto della Camilluccia che stanno continuamente tirando in mezzo CasaPound Italia hanno ormai abbondantemente superato la soglia del delirio. Come nel nostro primo comunicato sulla vicenda, siamo costretti a ribadire che non c’è nessun militante o dirigente di Cpi implicato in questa storia. Non esiste alcun ‘sicario di CasaPound’ o tanto meno ‘gruppo di fuoco di CasaPound’. In tutta la complessa vicenda affaristica e giudiziaria che sembra faccia da sfondo a questo delitto Cpi non è minimamente implicata, neanche in forma teorica o indiziaria”.

“L’unico legame fra CasaPound e questa brutta storia è la presenza sul luogo del delitto di un nostro ex militante, con cui non avevamo più alcun tipo di rapporto, né umano né politico, da molto tempo. Non sappiamo come questo sia accaduto. Le speculazioni sul fatto che, dopo essere stato contattato dai giornalisti, io stesso, a caldo e senza consultare gli archivi, abbia collocato la data del suo allontanamento da Cpi più indietro nel tempo di quanto in realtà non sia avvenuta sono del tutto infondate: Cpi è un movimento con migliaia di militanti e nessuno, neanche il sottoscritto, può ricordare a memoria le date di ingresso e di uscita di ogni singolo aderente”.