Omicidio Flavio Simmi, interrogatorio per verificare l’alibi di Ivan Musto

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2014 15:10 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2014 15:10
Omicidio Flavio Simmi, interrogatorio per verificare l'alibi di Ivan Musto

Omicidio Flavio Simmi, interrogatorio per verificare l’alibi di Ivan Musto

ROMA – Sono passati 3 anni dalla morte di Flavio Simmi, un giovane di 33 anni ucciso a Roma, nel quartiere Prati, a colpi di pistola in strada. Un omicidio brutale, reso ancora più angosciante dal fatto che Flavio, solo pochi mesi prima, avesse già subito un’aggressione: un uomo armato gli aveva sparato alle gambe, lasciandolo però in vita.

La pista seguita ultimamente dalla procura riguarda una vendetta passionale. E punta al nome di Ivan Musto. In questi giorni i magistrati hanno ascoltato Musto, il papà di Flavio e un ristoratore della zona di Campo de’Fiori per verificare l’alibi di Musto.

Alla base di tutto un fatto avvenuto nel 2005. Simmi e altri amici una sera di quasi 10 anni fa erano a casa di amici vicino Campo De ‘Fiori. Una donna, amica di Simmi, si unisce alla festa ma giorni dopo racconterà di aver subito una violenza sessuale. Simmi venne in seguito prosciolto da ogni accusa: quella sera ci fu del sesso, ma consensuale.

La donna in questione era all’epoca legata a Ivan Musto. Il sospetto degli inquirenti è che Musto abbia serbato, per anni, rancore, fino a meditare l’atroce vendetta. Il primo agguato è del febbraio 2011. Simmi venne avvicinato all’uscita dal suo Compro Oro da un uomo a volto coperto e armato che, sotto gli occhi impotenti della mamma di Simmi, sparò senza pietà alle gambe.

Simmi passò settimane tra ospedale e riabilitazione, e alla fine tornò a una vita normale, con la compagna e i figli. Ma il 5 luglio 2011, all’uscita da casa, viene raggiunto da due uomini in scooter: lo freddano in strada, alle 9,30 del mattino, in una zona trafficata come il quartiere Prati in cui il giovane abita.

Ora gli investigatori vogliono verificare con scrupolo l’alibi di Musto. Per il 5 luglio lui ha già un alibi, la traccia di un pagamento in un negozio all’ora del delitto. Per l’agguato di febbraio lui ha sempre sostenuto di aver passato l’intera serata in un ristorante in via dei Fienaroli. Il padre di Flavio, invece, sostiene che Musto fosse arrivato nel ristorante solo dopo l’orario dell’aggressione, avvenuta intorno alle 8 di sera.

Il ristoratore avrebbe confermato agli inquirenti la versione del papà di Flavio: Musto era nel suo locale quella sera, ma sarebbe arrivato solo dopo che gli spari avevano ferito il ragazzo.