Cronaca Italia

Reggio Emilia: rappresentante ucciso e gettato nel pozzo, un suo amico confessa l’omicidio

Sotto torchio per ore, poi la confessione. Dal primo pomeriggio fino a notte gli investigatori hanno “torchiato” V.M., l’amico di Franco Gatti, il rappresentante di Sassuolo ucciso con due colpi di pistola e trovato morto in fondo a un pozzo a Sant’Antonino di Casalgrande (Reggio Emilia), proprio nel cortile dell’amico. L’uomo era stato rintracciato solo ieri 14, dopo giorni di ricerche dalla scomparsa da casa il 29 luglio scorso.

Interrogato al comando dei carabinieri di Sassuolo dai militari dell’arma di Reggio e Modena, coordinati dai sostituti procuratori Catia Marino e Luca Guerzoni, nella notte è scattato il fermo. Risulta anche l’ultima persona con cui la vittima è stata vista, giovedì pomeriggio scorso. Pare che V.M. fosse in ristrettezze e per gli inquirenti potrebbero esserci motivi economici alla base dell’aggressione, finita con due colpi di pistola per Franco Gatti, sposato, due figlie: uno alla nuca e uno alla schiena, poi gettato in quel pozzo.

L’auto che aveva usato giovedì per andare dall’amico a Sant’Antonino di Casalgrande, la Lancia Musa color oro di una delle figlie (la sua era in riparazione) è stata trovata bruciata la scorsa notte a Magreta di Formigine, alle porte di Modena, incendiata probabilmente da non più di un giorno: i carabinieri ipotizzano che una terza persona possa averla portata lì.

In una lettera aperta, la famiglia della vittima ringrazia chi l’ha aiutata nelle ricerche e parla di V.M. come di “una persona che Franco conosceva da vent’anni e della quale si fidava al punto di raggiungerlo nella propria abitazione. La pazzia estiva, un momento di follia omicida di una persona ci ha sottratto l’amore e la tenerezza di un marito, di un padre e di un nonno. Assurda, immotivata e crudele come solo la follia è capace di essere”.

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