Omicidio Gambara: no ergastolo, 30 anni a Claudio Grigoletto

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Settembre 2015 0:08 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2015 1:17
Omicidio Gambara: no ergastolo, 30 anni a Claudio Grigoletto

Claudio Grigoletto e Marilia Rodriguez

BRESCIA – Niente ergastolo per Claudio Grigoletto, il pilota d’aerei imputato al processo per il delitto di Gambàra, in provincia di Brescia. La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha riformato a trent’anni la condanna per l’ex pilota che il 29 agosto del 2013 uccise la hostess brasiliana Marilia Rodriguez, 29 anni, sua dipendente e amante e dalla quale aspettava un figlio. La sentenza è stata letta dopo quasi tre ore di camera di consiglio.

Il legale di Grigoletto, l’avvocato Luca Ricci, aveva sostenuto la non imputabilità del suo assistito per una parziale incapacità di intendere e volere al momento del fatto poiché affetto da un disturbo bipolare. Il perito nominato dai giudici aveva però già depositato nelle scorse settimane una relazione nella quale sosteneva che Grigoletto al momento dell’omicidio era lucido e consapevole.

Era un venerdì di fine agosto 2013 quando venne ritrovato all’interno degli uffici della Lk Aviation il corpo senza vita di una bellissima ragazza brasiliana, Marilia Rodriguez. Claudio Grigoletto, datore di lavoro della ragazza, nel cui ufficio Marilia trovò la morte è da subito sospettato. Immediatamente gli inquirenti scoprono che fra i due c’era una relazione e l’autopsia stabilirà che la giovane era al quarto mese di gravidanza e il padre era Grigoletto, di professione aviatore, sposato e già padre di due piccolissime bambine.

Dopo qualche giorno di indagine l’uomo confessa di avere ucciso Marilia in seguito ad una lite, perché la ragazza avanzava pretese economiche che lui non era in grado di soddisfare. Grigoletto confessa un omicidio d’impeto dovuto a stress ed ira. Secondo l’accusa invece l’imputato attirò la vittima nel suo ufficio per tenderle una trappola mortale. “L’ha aspettata, ha provato a stordirla con l’ammoniaca, lei si è girata, lui l’ha colpita con un manrovescio e lei è volata a terra. Ha iniziato a tremare, perché lo capiva, che stava per essere strangolata. Ma ha provato a difendersi, come dimostrano i graffi sul viso di Grigoletto”. Poi, sempre secondo le ricostruzioni dell’accusa, Grigoletto ha provato a disfarsi del corpo: “Svitando i bulloni della caldaia con una chiave a pappagallo presa al campo volo di Bedizzole, cospargendolo di ammoniaca e acido muriatico, sistemando i giornali, appiccando il fuoco, che però si è spento subito”.