Omicidio Gianluca Monni. Telecamere spente e addetto al controllo… cieco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2015 11:09 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2015 11:10

 

Omicidio Gianluca Monni. Telecamere spente e addetto al controllo... cieco

Gianluca Monni (Foto da Facebook)

ORUNE (NUORO) – Telecamere di sorveglianza spente e addetto al controllo cieco. E allora che cosa possono sorvegliare e controllare? Sembra una barzelletta ma è la situazione del Comune di Orune venerdì 8 maggio, il giorno in cui due uomini hanno ucciso a fucilate Gianluca Monni, come scrive il Corriere della Sera.

Quella mattina Monni, studente di 19 anni, stava aspettando l’autobus che doveva portarlo a scuola a Nuoro. Ad un certo punto un’auto scura si è avvicinata, un uomo è sceso e l’ha ammazzato. Quella scena avrebbe potuto essere ripresa dalle videocamere di sorveglianza della strada percorsa dall’auto in fuga. Solo che quelle telecamere erano spente. O meglio: non sono mai state accese. Del resto anche se lo fossero state, sarebbe stato inutile: l’addetto al controllo è cieco. Colpa di una fucilata al volto, proprio come a Gianluca.

Così gli inquirenti possono aiutarsi solo con le immagini non certo nitide delle videocamere di una banca e dell’ufficio postale. Se questi filmati confermeranno che l’auto è una Opel Corsa grigia, i quattro sospettati (uno dei quali minorenne) verranno accusati dell’omicidio di Monni e della scomparsa di Stefano Masala, 28 anni, che giovedì scorso si è allontanato da Nule (paese a 20 chilometri da Orune) con l’auto del padre, una Opel, che qualcuno venerdì notte ha incendiato. Forse proprio per cancellare qualunque traccia.