Omicidio Giuseppina Addante, fermato il nipote. Lui si difende: “Non ho fatto nulla”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2019 22:44 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2019 22:44
Omicidio Giuseppina Addante, fermato il nipote. Lui si difende: "Non ho fatto nulla" (foto d'archivio Ansa)

Omicidio Giuseppina Addante, fermato il nipote. Lui si difende: “Non ho fatto nulla” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Tomas Scancarello, 42 anni, è stato fermato per l’omicidio della nonna, Giuseppina Addante, 85 anni, trovata in una pozza di sangue nella sua abitazione di Torino lo scorso 30 aprile e morta in ospedale dopo oltre un mese di agonia.

Il fermo del nipote, sospettato fin da subito, è scattato nel pomeriggio di mercoledì 5 giugno: gli investigatori della squadra mobile lo hanno prelevato dalla sua abitazione e, dopo averlo portato in Questura, gli hanno contestato le accuse di omicidio aggravato e rapina.

“Non ho fatto nulla. Quel giorno ero dai miei genitori, non sono passato a visitare mia nonna”, si è difeso il 42enne. Tomas Scancarello, assistito dall’avvocato Mario Lovero, davanti agli investigatori e al pm Roberto Furlan che ha coordinato l’inchiesta, si è dichiarato innocente. Il giorno dell’aggressione, però, le telecamere del quartiere Aurora l’hanno inquadrato mentre entrava e usciva da casa della vittima. E sulla mazza da baseball, quel giorno ritrovata accanto alla pensionata, c’è una sua impronta.Il 42enne, scrive l’agenzia “Ansa”, avrebbe da tempo problemi con la droga. E, un anno fa, era stato indagato per convenzione di incapace proprio ai danni della nonna. La banca aveva segnalato alcuni ammanchi dal conto della pensionata e le telecamere dell’istituto di credito l’avevano filmato mentre arrivava e lasciava gli sportelli. Per quell’episodio, la procura aveva chiesto al tribunale di nominare un amministratore di sostegno, ritenendo la pensionata non più in grado di badare a se stessa, almeno per quanto riguardava le questioni finanziarie. Alla donna, era poi stata affiancata una badante. La stessa che, il 30 aprile, l’aveva trovata in una pozza di sangue e aveva dato l’allarme. 

Fonte: Ansa.