Omicidio Mario Piccolino. Preso Michele Rossi, non c’entra niente con la Camorra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2015 17:39 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 20:14
Omicidio Mario Piccolino. Preso killer, non c'entra niente con la Camorra

Omicidio Mario Piccolino. Preso killer, non c’entra niente con la Camorra (foto Facebook)

FORMIA (LATINA) – Arrestato il presunto killer di Mario Piccolino, il blogger anti camorra ucciso il 29 maggio a Formia (in provincia di Latina). Solo che, scrive l’Ansa, il delitto non avrebbe niente a che fare con la criminalità organizzata, al contrario di quello che l’opinione pubblica aveva pensato sin da subito. Piccolino (che era un avvocato) sarebbe invece stato ucciso per una lite in tribunale. L’uomo fermato è Michele Rossi, 59 anni, originario di Cellole, vicino Caserta, ma residente nel Pontino. L’uomo, incastrato dalla descrizione di un testimone e dalle immagini delle telecamere di sorveglianza.

L’omicidio di Piccolino aveva suscitato grande sdegno nella comunità locale, e in suo nome erano state indette manifestazioni e fiaccolate contro la camorra (ritenuta unanimemente responsabile del delitto). Invece, scrive l’Ansa che i motivi dell’omicidio riguarderebbero una causa civile nel quale il presunto omicida era coinvolto: Piccolino avrebbe difeso alcune persone che nella causa si opponevano al presunto killer.

La svolta nelle indagini per la morte di Piccolino, noto per il suo impegno contro l’illegalità, è arrivata, scrive l’Ansa, dopo settimane di interrogativi e di mobilitazione delle associazioni antimafia in un territorio infiltrato dal crimine organizzato. Le modalità dell’omicidio del blogger 71/enne – un colpo di pistola in fronte da distanza molto ravvicinata, il killer che arriva a volto scoperto, si fa ricevere nello studio e dopo il delitto se ne va con calma – avevano fatto pensare a un delitto mafioso.

Piccolino, che denunciava il malaffare sul blog Free Village, era già stato aggredito e ferito con un cric in passato. Si era inimicato membri del famigerato clan camorristico Bardellino. Il movente dell’omicidio è invece una causa civile nel quale il presunto omicida era coinvolto. Rossi aveva avuto un acceso contenzioso con Piccolino, il quale aveva rappresentato la controparte in una causa per il possesso di una grotta, in realtà un’abitazione scavata nel tufo, sull’isola di Ventotene (Latina). La vicenda si concluse nel 2003 con una sentenza della Cassazione che restituiva la grotta agli assistiti di Piccolino.

Ma la causa era sfociata in una denuncia penale contro Rossi, che avrebbe sviluppato un forte rancore per l’avvocato. I 22 settembre scorso Piccolino aveva pubblicato sul suo blog un articolo con precisi riferimenti a Rossi. Così l’imprenditore, insiste l’Ansa, si sarebbe procurato una calibro 22 e il pomeriggio del 29 maggio è andato allo studio del legale a Formia presentandosi come un cliente. Secondo l’accusa avrebbe sparato e sarebbe scappato. Ma un testimone lo ha descritto e incrociando l’identikit con le immagini di diverse telecamere di sorveglianza della zona la polizia è arrivata a individuare l’auto di Rossi, un pickup, ripresa nel percorso da Formia a Minturno (Latina), dove abita.