Mirco Sacher, “Ragazze a cavalcioni su pancia e torace, preso per il collo”

Pubblicato il 12 Aprile 2013 12:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2013 12:37

Udine, omicidio Mirco Sacher, Gip: "Ragazze a cavalcioni su pancia e torace"UDINE – Omicidio Mirco Sacher: una delle due ragazze di 15 anni “lo aveva preso per il collo“, l’altra “gli aveva afferrato le mani“, poi entrambe “erano salite a cavalcioni sopra di lui, sulla pancia e sul torace“. Questa la ricostruzione della colluttazione che ha portato alla morte dell’uomo a Udine, secondo le dichiarazioni fatte dalle due quindicenni ai Carabinieri e al Pubblico ministero, riportate dal Giudice per le indagini preliminari nelle 13 pagine di ordinanza della convalida del fermo.

Una ragazza, si legge, lo ”aveva inizialmente afferrato per le mani” e l’altra ”lo aveva preso per il collo”, imitata poi dall’amica che, in quei momenti concitati, ”aveva anche ricevuto un morso al seno da Sacher forse, a dire della stessa, nel tentativo di rialzarsi”. La colluttazione è ”terminata quando, dopo che il Sacher aveva detto la parola ‘basta’, lo stesso era diventato viola in viso e aveva smesso di parlare e di respirare”.

La colluttazione sarebbe cominciata, secondo il racconto delle ragazze, da un approccio sessuale da parte di Sacher non gradito dalle quindicenni, confermato dal Gip. “L’uomo si era fermato – scrive il giudice nell’ordinanza di convalida dell’arresto – in una strada ferrata a suo dire per parlare e aveva iniziato a toccare le gambe e il seno” di una delle due giovani. La ragazzina allora è ”uscita infastidita dalla vettura”, subito seguita dall’amica.

Anziché allontanarsi le due ragazze sono però ”rimaste vicino alla macchina, a scherzare, scambiandosi piccoli pugni per gioco mentre l’uomo cercava di avvicinarle a sè, finché egli improvvisamente aveva fatto sbattere la testa di una contro un palo lì vicino”. A questo punto si scatena la reazione della giovane che ”lo aveva buttato a terra, arrabbiata”. Sacher ”forse per far presa per rialzarsi aveva preso per il braccio l’altra giovane facendola finire a terra”.

Si era originata così la lotta di cui sono stati riscontrati segni nelle visite all’ospedale Burlo di Trieste. Oltre all’ematoma sul seno, ”è anche pacifico – ravvisa sempre il gip – che nel corso dell’ispezione è stato riscontrato un ematoma al capo” della ragazzina, compatibile con un urto contro il palo.