Omicidio Sandri/ Parla il padre Giorgio: “Lo Stato ha ucciso mio figlio, ora mi deve dare giustizia”

Pubblicato il 15 Luglio 2009 14:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 15:01

«Pretendo giustizia dallo Stato che non mi è stata data, perché lo Stato ha ucciso mio figlio e lo Stato è responsabile e mi deve dare giustizia». Lo ha detto Giorgio Sandri, papà di Gabriele, il tifoso ucciso a Badia al Pino nel novembre 2007, nel corso di un’intervista a “Studio Aperto” all’indomani della sentenza di condanna a 6 anni emessa dalla Corte d’assise di Arezzo nei confronti dell’agente Luigi Spaccarotella.

«Sono 48 ore che non dormo – ha raccontato Giorgio Sandri – è stata una notte di tensione e di rabbia perché per noi non è accettabile una sentenza come quella completamente ribaltata da omicidio volontario a un semplice omicidio colposo come se Gabriele fosse stato investito da un’auto». Il papà di Gabbo ha ricordato che «cinque cittadini italiani con un alto senso civico avevano testimoniato in questo processo quanto avevano visto quel giorno sull’autostrada, ossia il poliziotto Spaccarotella sparare a mani tese verso un’auto in movimento».

In merito all’appello alla calma lanciato ieri, Giorgio Sandri ha affermato: «Lo ribadisco oggi perché questi atteggiamenti non portano a nulla di buono a pagare sono sempre gli stessi, cioè i ragazzi, e questo non deve essere c’è modo e maniera per protestare, pensiamo a una manifestazione pacifica con tanta tanta gente in piazza».

Per quanto riguarda poi la reazione dell’agente Spaccarotella dopo la sentenza, Sandri ha osservato che «la dice lunga, anche lui non si aspettava una sentenza del genere mi sembra di aver capito. E poi parlare sempre degli ultras che sono violenti… penso che sia la persona meno adatta perché non è accettabile sentire da lui parlare di gente violenta, quando lui con la sua violenza e la sua pazzia ha ucciso un ragazzo di 26 anni su un’autostrada dentro una macchina, potendo anche creare una strage, uccidendo mamme, nonne e figli per un proiettile che vagava in mezzo a un’autostrada. Questo si dovrebbe domandare la gente e quindi come si può pensare di derubricare un omicidio del genere in un semplice omicidio volontario, è gravissimo io l’ho detto non credo più nella giustizia».

Sui tifosi, poi, Giorgio Sandri ha dichiarato di aver «saputo che ci sono stati degli incidenti… posso immaginare la rabbia… mia moglie sta sempre male, è inevitabile dopo quello che è successo».

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