Omicidio Giancarlo Siani: un nuovo fascicolo alla procura di Napoli

Pubblicato il 9 Novembre 2010 22:50 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 22:50

La procura di Napoli ha aperto un nuovo fascicolo, in relazione all’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, dopo le dichiarazioni contenute nel libro dell’ex camorrista Giacomo Cavalcanti – seguite da una inchiesta del quotidiano Roma – che accreditano una verità alternativa rispetto a quella raggiunta dal processo, conclusosi con diverse condanne all’ergastolo. Dell’iniziativa dei magistrati riferisce lo stesso Roma, spiegando che il fascicolo è stato iscritto per ora tra le notizie non costituenti reato e che quindi non si ravvisano ancora ipotesi accusatorie.

Le sentenze, confermate della Cassazione, hanno stabilito che 25 anni fa l’omicidio fu compiuto dalle cosche dei Gionta, di Torre Annunziata, e dei Nuvoletta, di Marano. Condanne definitive per i mandanti, Angelo Nuvoletta e Luigi Baccante, e i sicari Ciro Cappuccio e Armando Del Core. La condanna a morte di Siani fu decisa dopo un suo articolo, pubblicato il 10 giugno 1986, in cui rivelava che l’arresto del boss Valentino Gionta era stato possibile grazie a una soffiata dei suoi alleati, i Nuvoletta.

La notizia era vera, ma i Nuvoletta per dimostrarne agli ”amici” l’infondatezza, dissero che quel giornalista andava ucciso. Quell’articolo fu solo la causa scatenante, era da tempo che i camorristi erano inferociti per tutto quello che Siani raccontava. Cavalcanti, ex boss di Fuorigrotta, da 20 anni libero dopo aver scontato 14 anni di galera, ha pubblicato di recente un libro, ”Viaggio nel silenzio imperfetto”, in cui racconta di aver parlato, nel carcere di Bellizzi Irpino, con uno dei due ”veri” sicari del giornalista de Il Mattino, il quale gli avrebbe spiegato che a condannare a morte Siani non sarebbero stati i clan Gionta e Nuvoletta, ma i Giuliano di Forcella. Un’ipotesi tutta da verificare, sulla quale ora la procura intende effettuare degli accertamenti.