Cronaca Italia

Dire “omosessualità è malattia” non è diffamazione. Silvana De Mari, medico anti gay prosciolta

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Dire “omosessualità è malattia” non è diffamazione. Silvana De Mari, medico anti gay prosciolta

ROMA – Dire che “l’omosessualità è una malattia” non è diffamazione. E’ stata prosciolta dalle accuse la dottoressa Silvana De Mari, nota per le sue posizioni estremiste sui gay. Era stata denunciata dal Torino Pride e dal Comune di Torino per aver espresso pubblicamente opinioni contrarie pure all’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) che fin dal lontano 1990 ha escluso l’orientamento sessuale verso lo stesso sesso dalla lista delle patologie.

Una petizione online ne aveva già chiesto la radiazione, ma Silvana De Mari, medico chirurgo e psicoterapeuta da molti qualificata come fondamentalista cattolica, non si è lasciata zittire e in un’intervista alla Zanzara dello scorso gennaio era arrivata addirittura a definire “I gay la nuova razza ariana”.

A quel punto è partita la raffica degli esposti. Ma, come spiega Ottavia Giustetti sul quotidiano la Repubblica,

il pm che coordina l’inchiesta, Enrico Arnaldi Di Balme, non ha trovato una chiave giuridica per portare il medico a processo, né sulla diffamazione né sull’aggravante della discriminazione secondo la legge Mancino che però non individua tra i diversi tipi di discriminazione quella secondo l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Di diversa idea l’avvocato del Torino Pride, Nicolò Ferraris: “Le offese pronunciate pubblicamente dalla De Marui sono rivolte ai movimenti non solo alle persone Lgbt in generale, e non sono opinioni ma offese”.

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