Operai e precari scolastici: a Melfi, Arezzo e Salerno proteste contro i tagli al personale

Pubblicato il 26 Agosto 2009 9:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2009 9:46

Due giorni di protesta “sui tetti” quelli che stanno coinvolgendo il settore operaio e quello scolastico.

Sette operai della Lasme, azienda a Melfi che lavora per il gruppo Fiat, sono saliti sul tetto della fabbrica per protestare contro la chiusura di quest’ultima.Nella serata di martedì, i lavoratori, da diverse ore in presidio davanti la fabbrica sono riusciti a raggiungere il tetto. Una guardia giurata in servizio ha cercato di fermarli. Sul posto vi sono Carabinieri e Polizia che per verificare l’andamento dei fatti.

Mancano tre settimane al via del nuovo anno scolastico, ma i precari della scuola sono già sul piede di guerra. Nella giornata di martedì si sono presentati in decine per le vie di Arezzo lavando i vetri in mutandoni e t-shirts bianche con scritto “Precario scuola licenziato”.

Sempre martedì, a Fuorni hanno simbolicamente occupato in sette l’Ufficio scolastico provinciale di Salerno, l’ex provveditorato, salendo
sul tetto della struttura. Mentre prosegue l’incontro tra il direttore dell’ufficio scolastico provinciale e una delegazione sindacale di base, in
rappresentanza di oltre 100 manifestanti rimasti fuori, i sette precari hanno espresso l’intenzione di rimanere dove sono finché non avranno rassicurazioni.

I precari chiedono garanzie sul futuro dei 2.000 lavoratori non di ruolo che dal prossimo anno scolastico verranno tagliati a Salerno e provincia.

L’iniziativa di protesta condotta a livello locale si riconduce al piano di tagli deciso dal governo che dal 1° settembre porterà a
ridurre gli organici della scuola di circa 42.000 docenti e 15.000 Ata(amministrativi, tecnici ed ausiliari). Tagli che, peraltro, in base alla
legge che li ha autorizzati verrebbero riconfermati delle stesse dimensioni anche per i due anni scolastici successivi.

Nei prossimi giorni iniziative di protesta, sempre coordinate dai precari, sono previste a Taranto, Salerno, Napoli e Agrigento. E con l’inizio della scuola entreranno in azione i sindacati maggiori e firmatari dei contratti nazionali.