Trieste, si oppone all’alcol test perché manca avvocato: assolto

Pubblicato il 9 maggio 2018 7:22 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2018 7:43
Trieste, si oppone all'alcol test perché manca avvocato: assolto

Trieste, si oppone all’alcol test perché manca avvocato: assolto (foto Ansa)

TRIESTE – Un 35enne in sella ad uno scooter si rifiuta di sottoporsi, vicino Trieste, all’alcol test rischiando così una multa da 16mila euro. L’uomo però [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] decide di fare causa e il Tribunale gli ha dato ragione: il 35enne triestino, aveva la facoltà di chiamare il proprio avvocato durante l’accertamento.

Gianpaolo sarti de Il Piccolo di Trieste ricostruisce in un articolo l’intera vicenda:

“La vicenda giudiziaria (..) è cominciata un anno e mezzo fa e si è conclusa con la sentenza pronunciata venerdì dal giudice Massimo Tomassini. È il pomeriggio del 20 novembre 2016 quando il trentacinquenne, in sella al suo scooter, rimane coinvolto in un incidente stradale all’incrocio che si trova nei pressi di Rio Ospo, lungo la strada che collega Muggia a Trieste. Una vettura con targa slovena non gli dà la precedenza e lui cade a terra. Sul posto, oltre all’ambulanza, arriva anche una pattuglia della polizia”.

“L’uomo, portato al Pronto soccorso di Cattinara, riporta contusioni e lesioni in varie zone del corpo. Come da prassi in caso di sinistri, la polizia chiede all’ospedale di sottoporre anche lo scooterista (analogamente al conducente dell’automobile) alle prove del sangue e delle urine per verificare la presenza o meno di alcol o altre sostanze. Ma lui, frastornato dall’impatto con l’automobile, si oppone. Il rifiuto viene trasmesso alla Questura che, a sua volta, comunica il documento alla magistratura. Scatta un procedimento (…). L’uomo, (…), viene così denunciato  [per essersi rifiutato] di sottoporsi agli accertamenti alcolemici e tossicologici sui liquidi biologici. Dalla Procura parte un decreto penale di condanna al pagamento di 15.800 euro di ammenda con la sospensione della patente per un anno e quattro mesi e la confisca del mezzo (…)”.

“Lo scontro processuale, tra accusa e difesa, si è giocato proprio su questo: il paziente non è stato avvisato della possibilità di contattare il proprio legale. L’avvocato Crivellari si oppone quindi al decreto di condanna. Si va a processo. E dopo un anno e mezzo di battaglia, il giudice non ha dubbi: il fatto non sussiste. ‘Se la facoltà di farsi assistere dal difensore deve essere riconosciuta prima della prova dell’etilometro – osserva Crivellari – a maggior ragione la facoltà deve valere in ospedale a carico di un infortunato. Tra l’altro il mio assistito non aveva alcuna responsabilità nell’incidente, infatti lo sloveno era stato sanzionato per omessa precedenza’”.

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